Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <19>
immagine non disponibile

Afaizinìmasiiw in Montagna 19
truppe dello, stesso governo italiano, il quale con cotesto schernieg-giare si lascio sloggia re In mal punto dalla base del diritto suo e diede tempo alla reazione di mettersi in armi e ai Papa d'invocare l'aiuto della Francia (28). In tal modo le poche armi destinate al movimento di Roma, fra cui un deposito di fucili che era in custodia di patrioti in vicinanze ù Terni, furono tolte ad giovani rivoluzionari dalle truppe egi osì si assistè ancora una volta al doloroso spet­tacolo che italiani si avventarono contro Italiani, mentre comune era la meta da l'aggiungere, l'unità d'Italia con Roma capitale. Altro che l'attuazione di una repubblica secondo la generosa e nobile visione del -Mazzini! Il quale tuttavia subodorò quanto stava per accadere, predicendo i malanni che dal snddetto piano sarebbero derivati, e mentre scriveva tutto accorato ai repubblicani note ed avvertenze in proposito, non perdeva mai la speranza di unificare il partito e di riuscire all'attuazione del suo ideale.
La lettera molto interessante e significativa da lui indirizzata da Londra il 4 luglio a quei di Faenza (lettera trasmessa pochi giorni dopo dal Pompignoli ai compagni di Cesenatico) ci rafforza nella no­stra opinione. Accenna in essa alla proposta del Calcesi presentata a nome del Garibaldi nella recente adunanza tenuta tra repubblicani romagnoli, d'iniziare cioè l'azione per Iioma dalle citta dell'Umbria e del Lazio. Si guarda dal giudicare su ciò il Garibaldi ed altri, tut­tavia accenna senza riserve che mentre la sua preparazione per Roma prometteva felice, successo, sorse, non si sa perchè, il nuovo pro­gramma appoggiato dal Garibaldi. Egli ebbe ad avvertire a tempo debito il Montecchi e i compagni che l'unica via per sollecitare: fa­zione non era di fondare un terzo comitato, ma di rafforzare, imposte nuove condizioni, il oinMato (VInsu/rreziòne già esistente da tempo in Roma. Scrisse in merito anche al Garibaldi, ma non ne ebbe rispo­sta. Invece di essere ascoltati i suoi consigli si anticipò il moto in provincia (allusione, a quella di Terni) con infelice esito. E perciò ci troviamo con armi perdute, coi governi su Pavviso, con uomini nostri dispersi- o imprigionateti, collo: conforto probabilmente in Roma-, Cid porterà ceTrtament fun induco non indifferente all'a­zione. Con questo indugio e con la venuta dimissione del Gomitato InsurrezionaleOmerale niyive nei mazziniani più forteti dovere di seguire la loro fede, tèndendo a wpuoolioawizarc Roma e a far della
(28) V. GAVÀiaEgi- .Tiaòit - MorUt dvir'XnuwyùztùtHt di Roma, mi tsat Milano, Libreria AUgbiert Min Gap. IV.