Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
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1931
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Pietro Franoiosi
questione romana una questionale' (Vìmsiatmm- d'un nuovo periodo del Risorgimento nazionale. Nel suo graudfc sentimento d'italianità non si astiene l'impostolo di lanciare rampogne a destra' e a manca, ricordando gli insuccessi monarcMei della guerra del 1866. Però, allorquando ritiene che la- Monarchia di Savoia- minacciava sfasciarsi perchè mancante d'unità inorale, cadeva nelle solite illusioni : la monarchia con la politica ambigua, die era costretta a seguire davanti ai Sverno francese, viepiùft si veniva rafforzando e consolidando. Già lo dicemmo che era vano sperare come da Koma, quando quasi tutta la penisola si trovava unificata sotto Vittorio Emanuele, potesse sprigionare una scintilla repubblicana che valesse a convertire dm.ltffiffcìa monarchia in repubblica. Si difEonda pure l'associazione: àéii'Altèannfà RepnT)l)Vioanaj si organizzino pure gli emigrati romani, si preparino individui arditi a recarsi in Roma ad accelerare il mto, si raccolga la tanto desiderata somma di lire centocinquantamila (cosa non facile date le molte -sottoscrizioni che circo lavano in quel tempo per opera d'altri), ma il sogno del grande Cospiratore doveva rimanere chimera. Non eran maturi tempi, faceva difetto la coscienza dei più, non v'erano né costanza né persistenza necessarie ad attuare sì potente azione. Il fido Pompignoli si diede attorno per dispensare i ioni dell'Alleanza. chiedendone altri cento all'amico Cortesi. Ma ciò era ben piccola cosa di fronte all'immensità del programma del Maestro (29).
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Dopo la mal riuscita dei moti nelle Provincie, ci fu l'indugio previsto dal Mazzini; ma l'indugio si avverò da ambo le parti. Ciò si può rilevare dalla corrispondenza che andiamo illustrando, la quale subì un interruzione dal luglio al settembre.
Forse il Mazzini avrà continuato a corxisjpondere col Saffi ; ma essendosi questi recato, in quell'estate, colla famiglia a Ginevra potè occuparsi meno degli avvenimenti italiani. Nella solita raccolta del Mazzantin i leggiamo infatti una lettera di Pippo a Giorgina, in data 3 Agosto, in cui si lagna del silenzio di Aurelio, che avrebbe pur dovuto scrivere te sue impressioni sui fatti d'Italia. Desidera ardentemente notizie che siano indirizzate, copertamente, a Milano al solito
(29) V. Appendice Doc. N, 14.