Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <23>
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MaexinìmtJtsimQ in Romagna
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che si tiwò costretto a compiere I alitoinsano di f*e imprigionare l'Eroe. Prende l'occasione >deitàre il paese ad insorge te con le barricale sormontate dalla bandisca rcpubbltaatia, ed avverse* ì com­pagni romagnoli che se tale momento jglmigeése sf ricordassero essere Ini poco lontano e sempre pronto ad accorrere pei' mettersi a dispo­sizione dei paese (SM). Infatti, come accennammo, in quel tempo l'in­faticabile agitar ore faceva elaadestinajméiiite hi spola da Lugano a Milano, e quando scriveva la presente, dia- senza cènno di luogo, si irovam 0 nell'una 0 nell'altra citte.
Nonostante la prigionia del htice, die da Sinalunga era statò condótto nePa fortezza di Alessandria, e li là dopo alenili giorni di detenzione *5ra tornato a Caprera, ma guardato a vista, ai primi d'ot­tobre i volontari fiduciosi d'averlo al più pi'esto seco, dopo essersi concentra sóltp gli ordini di Menotti a Terni e in altri luoghi cSar-conicirii per organizzarsi in colonne, si preparavanTO; a passare il confine. Jl giorno 8 ottobre veniva annunziata a Firenze la forma­zione di un Comvkito Centrate M Bocoojwo ai volontari, e da questo si invitavano le varie città d'Italia a riunire simili centri d'opera­zione. Comitati -di democratici e di repubblicani si formavano sull'i­stante a Bologna, a Faenza e in altri luoghi di Romagna, dove Vin­cenzo Caìdesi ed Eugenio Valzania si erano dati d'attorno iper racco­gliere il maggior numero di proseliti. Circa ottocento Romagnoli si arruolarono, disposti a combattere col solito ardimento e bravura. Ma però si difettava un po' di tutto. Quindi il lavoro d'organizza­zione andò a rilento e fu difficile assai. Il Valzania con altri due pa­trioti ceseitati, l'av. Pietro Turchi e Giuseppe Ricci, si recarono a Firenze per intendersi con quel gomitato -sul da farsi e per potere avere il necessario (35). Valzania, Boschi ed alcuni altri furono ar­restati dai regi nel convoglio mentre AWh'nze si recavano a Terni ; ma furono subito ri lasciati come si rileva dalla lettera di Massimi­liano Bazoli, voiontario di Forlimpopoliy il quale comunicava queste ed altre notizie al Cortesi nei giorni S te 10 ottobre con preghiera di comunicarle eziandio agli amici cesenati (36). II Bazoli col suo espri­mersi semplice e schietto fa conoscere che molti erano gli ostacoli che si incontravano sulla via di Roma, non solo per il difetto di arar e di viveri, ma per l'opposizione del governo italiano che fa di lutto
(34) V. Appendice Doc. N. 17;
(35) 0f. Opuscolo di SJ. VAT'ZAXM a Tm mia, Caluma 11 la 0uiiipàr/na Imwr-rmth.wte imvna '(lai JSOf.'/ - Starli, Tipogr. 8oc. Democratici! 1868.
(36) V. Appendice Boc.tì I, 18 e 19.