Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <30>
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Pietro Franùiotti
giornale d'allora // Movere . Manrisrio Quadrio nella sua (Jon-fattiiziónc 4eMa Lettera dì Garibaldi a Giuseppe Vetroni e poi nei ti Qmthìmnti al JSbro I J//7Ì<? > e U Gaietzoni e la .resse Mario nella il Fifa* (Hweppe Garibaldi con l'appoggio testimoniate del Co­lonnello Angusto Elia (che prese parte alla Campagna! e di altri Ufficiali superiori garibaldini, si diedero a sfatare l'indecorosa leg­genda. Mazzini, come abbiamo vedute,, sconsigliò Tini presa, mirando a li'iukiativa di Roma come a necessario punto di partenza non olio per la questione politica ni terreno della sovranità nazionale da risolversi liberamente con un plebiscito, ma per le esigenze pratiche della rinascita : poi. divenuta inevitabile la sjpedizione. Egli sospinse gli amici ad associarvi si con tutta la loro fède e le loro forze, perchè ne uscisse la vittoria e questa portasse a Roma il programma della Nazione. Il Colonnello garibaldino 131 in lui comprovato con la sua testimonianza che il fatto delle 'diserzioni dipese da varie cagioni, e da due specialmente: la prima die .si credette da molti che dopo la ritirata a .Monterotondo non si andasse più a Roma: la seconda, che a molti non piaceva di essere considerati ribelli temendo le con­seguenze del proclama regio (IjiSSL Ma giova tener conto che dallo stesso Garibaldi, come anche dal Valzania e dal Cavallotti ufficiali, in quella Campagna, oltre le suddette cause> se ne efanno conside­rare altre, e cioè : l'attacco delle troppe fra iicesi felle l'Eroe in buona fede credeva fossei,énute per intimargli l'ordine di sgombrare dal­l'Agro Romano l'intervento delle truppe regie e la mancanza di un po' di tutto a He schiere garibaldine tanto che dovevano soffrire perfino la fame. Oltre di che, molti mi abbandonarono esclama il Valzania per ritornare alle loro case, nei timore di essere, se­condo il soliói, giocati dalla diplomazia p3j Certo he non tutte le ragioni addotte, per spiegare l'infausto avvenimento (come bene si espresse uno scrittore di recente), trascendono le passioni di parte
(53J CIfc éÈlMim s >, 'iil-1 A. SAPPI Voi. IX f roenuo pag.. 20 e seg. - Il Garnjal'É' però Plft che col Mazzini se la prese eoi Mazziniani oc dopo ima lettera esplicativa direttagli dall'Apostolo l'il febbraio 1870 (quando ancora si parlava del fatto) scrisse n pag. -U4 delle sue te Memorie Autobiografiche : lo non dubito dtìraaserzlone di Mazzini* ma il danno era fatto. 0 egli non Éa in tempo ad avvisare l suoi fautori, o questi vollero continuare nel danno . Anche il Ouratnlo (tra 1 pi 11 moderni storici.) accetta l'opinione del Garibaldi Che il disastro di Mentana cioè abbia dipeso In gran parte dal soverchio zelo ,i,-.i Hnzzinranl* iBpeoie del repubblicani romagnoli che éumno. i primi ad andar­sene. (0S;fc.: :' pag. 20.5).
(fj icwAUMm - op. Git. Capi XXIT:I VALZANIA opuscolo Citato.