Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <163>
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Bibliografia, 13
Forse i rapporti della polizia esagerando nell'ansia e nella fcetta del momento, fondevano! due paesi vicinissimi, Xertci centro veramente rìvolmrionario, {ZtifMtun prodigio, si legge nei atteggi rivolùzio-nari) con là Spezia, abitata da una popolazione semplice e mito dedita all'agricoltura, non avvezza alla vita aspra'e faticosa del mare, gli Spez­zini con i Lerieini più audaci, che in rapporto diretto con la Francia per ragioni di commercio 0 di affari risentivano gli effetti dea vampa rivolnsionaria, che dalle coste della Provenza mandava sin costà i suoi ardenti bagliori, i anali accendevano' 1 stesso clero .
Innalzandosi poi l*A. dallo stadio delle vicende spezzine a un punto di vista più largo, scrìve : A me preme infine di porre HI pièna lune la ve­rità die a mìo giudizio scaturisce intera è salda dall'esame, obbiettivo idei documenti esaminati, ì quali abbracciano lo spazio di pia die trent' anni t che l'opera cioè del restaurato Regno di Sardegna impediva alla Liguria dft divenire a poco fi-poco un dipartimento francese per anima e per co­stumi. L*ho già osservato : negli atti pubblici non si usava quasi pia la nostra lingua nazionale, clie ricompariva invece con la restaurazione sotto questo aspetto benefica. Con Vittorio Emanuele I e con Carlo Felice in­comincia, è verri;, un periodo di. reazione, che spinse una parte della no­biltà e deli'esercito ai -moti rivoluzionari del ISSI, ma assicurava n*naU mente dopo tanta guerra, dopo tante ansie, dopo tante carneficine, un periodo dì ordine e di pace, di cui le popolazioni sentivano veramente bisogno. Senza nascondere gli-affetti del nero dispotismo sabaudo, il Poggiolini fa poro notare die quel periodo fu uu momento di transi­zione, nel quale si maturarono i nuovi germi di libertà, e ohe gli sto­rici unilaterali e gli uomini politici, come il Broderie, tenaci e irridu­cibili' nella loro opposizione sistematica,,.non ci possono dare l1 aspetto variato e complesso delle cose amane, poiché una parte della verità sfugge loro, ed è forse .quella che pia eonta, e tutine tende piena giustizia a Carlo Alberto, del quale non tace gli errori e le colpe, sebbene li spie­ghi con rara imparzialità.
Questa breve nota sull'opuscolo del Poggiolini sento che non posso terminarla senza esprimergli la lodo, che egli merita, per avere frugato pazientemente l'archivio comunale della Spezia, scovato documenti im­portanti immedesimandosi nella vita reale di quel tempo per coglierne j] valore e lo svolgimento graduale, per vedere e giudicare da vicino il funzionare dei poteri, i rapporti fra amministrati e amministratori, e giungendo a conclusioni sicure sulla base di dati e di elementi pre­ziosi. Questo che l'A. ha fatto per la Spezia bisognerebbe fare per una gran parte de* comuni e degli uflloi governativi locali. Così alla conce­zione politica della storia, come si aveva nel passato, e alla concezione