Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
<
1931
>
pagina
<
35
>
MGfsiwimQRmto -m- Romagna 35
ignorava ilndiriazo. E in detta, Mera ita che lagnarsi dello sconforto della Roimigna, qunfe: eonsegiienjza del cattifCr esito dell'impresa ultima garibaldina, la sentirà' più che mai jaroiónda la necessità del rimedio- Sono ltaniagnol primi un tempo snella,
energia della vita, ridiventati fanciulli? Tutti i nucléfc del
latito dovrebbero iper delegato in iscritto dichiarare; con branco linguaggio a. Garibaldi, che il partito non vuole più. agire se non per la Repubblica, oménto com'è che finché duri la Monarchia << serva all'Impero non ; > Roma ; ehe,' lattandosi di Repub- blica è indispensabile un accordo assoluto fra lui e me ; e con-chiude tìoil'esortase i dirigenti del partito chiedere una parola al Garibaldi sulla nuova via da seguire e una promessa di accordo pel disegno più pratico possibile (66). Questo tentativo da farsi fra due -Crrantli andò anche allora fallito, perchè il Garibaldi, ;cruc-ciato più che mai. non rispose e non si mosse per vario tempo dà Caprera tutto. Jtntento alla vita dell'agricoltore (67). Ma per lui si fece vivo, anche, tròppo, il genero Stefano Canzio. Il quale in risposta ad alcune affermazioni dell'Apostolo- -fatte nel Manifesto Àl 'wmmh detiAssoùiasione Re pubblicatiti pubblicato in guel torno di tempo nel giornale - II Biopere , affermazioni che avevano suscitato forti risenitiménti fra le camicie rosse scriveva diret-' tamente una fiera lettera al Mazzini accusandolo di non Volerà pj=J conoscere che un partito solo, di vincolare tutìi i lavoratori ad esso, è cancellare: con un coìlpo Mi {penna il passato e il presente garibaldino (68). E per quanto il Oanzita' si sentisse gpfegatìto dall'Associazione dei Reduci di Genova, quasi divelta dal partito mazziniano, il medesimo, scrivendo; il 5; -dicembre 1868 a Menottir ;<3aJ ribaldi a Caprera non nascondeva la preoccupazione che aveva che Associazioni gairiMldine tralignassero in senso mazziniano. giacché Mazzini lavora a tutta possa amtenta farle cosa sua (69).
* * -4
Per tutto il Ì869-T.0 continuò il Mazzini,; sempre ricolmo uek l'animo d'illusioni e di speranze, a tempestare di lettereitconiugi Saffi perchè cercassero di tener vivo nella iBomagJlBl il sacro fuoco
(6(1) V. Appendice X)<p SI. 6-
(07) V. QVRMXXA Gv K. é M dissidio tra Mmhm e Qartbaidiiì:* (Mondadori, Milano 1028) Gap. XV-
(68) V- Appendice della citato Opera del Curatolo pag. 887-93. (60) V. Olt. Opera del Curatolo pag, 883.