Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1931
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43
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Mtowhtìàfflttimo * Romagna 43
Docuniento N. 2.
BOLLETTINO N. 21 Libertà Unita yv(i(ftianzii>
Quando 11 Pòpolo-, immemore del passato, commise la KU missione al governo monarchico - - che non può compierla senza rinnegare la sua origine e <mpn>metfcer la propria, esistenza - - noi tutti ftnunio; costretti ad una inerzia vergognosa ; e In inerzia pei popoli che percorrono il cammino della sbraito-zlone, è peggiore che morte.
lèl 48, nel 40 aiel 60 tutto óra fljiifcu, movimento, slancio di virili propositi, sete di sacrifizio, fremito di nobile m generoso ardimento,, e ila fortuna d?Italia fioriva, perchè il Popolo esercitava il suo suoremò diritto d'huziatlva. La fede incrollaoìle nei sacrosanti principli della Liberta, del Diritto, della Gin-SJSfesìa, della FrateBanza, fece soldato dai canuto vegliardo al giovinetto ogni Cittadino. Questa fede alvo lmoi3 làeBai btiinaera Italiana a Roma, a Venezia a Palermo, a Milano, e preparò a noi e ai futuri la miracolosa leggenda dei MBle. Sulla fronte del martire, che cadeva per la Libertà, Questa fede splendeva di raggio .consolatore - : s'annunziava onnipotente sui campi di battaglia;- le sulle barricate. K non era sorta improvvisa. Era il latente lavoro di secoli : era la saera eredità che 1 Padri tramandavano, al figli, e che i figB conservavano pura fra io strazio delle catene e santificavano sui patiboU.
Dobbiamo tenerlo scolpito nel cuore. ha, VQG <Ì!k Manzini e M QartbaMi è il grido di questa, fede, la eni missione si rivela in ogni popolare epopea missione che non avrà termine, finché il potente anelito déBa vita del Popolo non .avrà trasformato l'Europa finché la terra; cessando di essere privilegiato retaggio dei re, non sia convertita hi libero campo d'eguali.
Noi seguiamo solamente, inesorabilmente i prlncipii, perchè sono eterni, immutabili perchè sono le leggi di Dio che sopravvivono alle rovine Umane. Eppérò veneriamo GaHoalM e- Mtazzini-* che ne sosto la più angusta- incarnatone.
Siamo soldati elei principia, siamo sold.afò; della Libertà. Garibaldi e Matni Wtto l nastri Duci non altri.
Quando lo Statuto apparve, in tutta la sua nudità una menzogna a comodo del jx>tere onde percsBQfeere impunemente la. liberta; - - quando gli uomini del governo monarchico all'ombra di questa uienzognu manomisero e calpestarono diritti inviolabili della natura umana : ffuàndo m- Aspromonte oon <<i/ri-bn-uu giacque ftìrtiìit tutta; ì'<0'ki' - - in mezzo all'univevsaiè ubbajjtslpérdiò, noi ducati alia scuola della Ventura rtìiij'iatnW'"M> tìmm M itrtneipU. Mentre ij onore ci batteva concitato, muti ci gtinrdanjnflO in viso;,,, ci ordihammo -cL stringemmo in file.