Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; PERSANO, CARLO PELLION DI ; SICILIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <70>
immagine non disponibile

7o
Pietro Franciosi
chi vi suggerisca protesto di fiacchi o petizioni dil creduli, quaudù biao* nano azioni e guerre quegli è fatto gioito dallo paura. inedita di tra­dir vi.
Davanti al tentativo virile col quale Roma v'invoca mentre i imiti, muoiono eroi a Monte-Rotondo o a Porta dvl popolo con Garibaldi aitò, vanguardia detta nasfìonv ed in rischi d'ogni oro - - ogni indugio è disonore e rovina. Voi non avete che una via per essere;
Esigere da chi vi governa dichiarazione di guerra, nelle 48 ore, ali-in­vasore straniero, o correre alle barricate-:,'
Alle barricate per potere fare voi stessi la guerra che altri non vuole o non osa; per farvi padroni dei mezzi indispensabili a farla: IKT avere in mano i vostri arsenali, l'armi comprate eoi vostro oro," esereite :ve' s'acco­glie il fiore dei vostri. Voi non potete, senza delitto, persistere a mandare 1 più santamente devoti dei vostri giovani a morire armati di pistole per 'Roma. Dovete vincere.
Guerra immediata o barricate, in nome di Koraa e d'Italia: non vi appa­gate, eternamente illusi, d'altro partito. S'ancb MUei: scja* vi reggono spìn­gessero l'esercito oltre la frontiera pontificia lo arresteranno -~. credete a chi non vi ha ingannato mai alle porte di Roma, e lo tratteranno patti codardi collo straniero. A voi, non per essere fin da principio e volontaria­mente illusi, importa di vincolarli. Snudino il ferro e gettino la guaina.
Guerra o barricati. We il governo, accetta la prima, afforzatelo vignanti e armati : se rifiuta e tenta soffocare' 3t' grido tf-'Z/tofóto. rorotaeW-. SVon è governo, ma strumento di vergogna e di morto al paese. Pesi ovr*esso l'in­famia, noti sulla patria.
Dio v'ispiri al Dovetevi
28 ottobre
P*S. Queste linee erano scrittoi- prima ch'io leggessi il proci ama regio. Non muto sillaba.
Esse additano agli Italiani, quali essi siano, fi Dovere, come lo intendono
gli nomini del partito al quale io mi onoro di appartenere. Se vi ha chi, nato
in terra italiana, lo dimentica o lo rinnega, per cenno straniero, deliberata-
- mente, peggio per lui. Cresce pel paese obbligo di compirlo ad ogni patto, e
contro qualunque si opponga.
Io accennai le due vie da 'tenersi. Il proclama regio le riduce, rispondendo anzi tratto, ad una sóla. Se gli Italiani non si pongono risolutamente su quelle, rinuncino a nome e via di popolo: son gregge di schiavi; poco monta il pa­drone a cui si servono. 29 Ottobre
(DO Lugano?) Giuseppe Mavati/ngì,