Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; PERSANO, CARLO PELLION DI ; SICILIA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <71>
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Mazinmnefthno ito Romagna 71
Fratelli,
Il proclama regio del Mt, dettato mentre l soldati d'un despota straniero invadono la terra Romana, ò un oltraggio al paese, mia codardia intollerabile a ehi nàr scintilla d'orgoglio ìtalianor una minaccila alla nostra libertà, un tradimento verso quei che muoiono per dar Roma all'Italia, una sfida gettata a quanto di nobile, di degno, di grande, freme nell'animo delia Nazione.
11 re che segnò quel proclama è rè decaduto, o la Nazione è decaduta, "
Non mi chiedete istruzioni. Sommano tutte in una. Sorgete ovunque potete; le barricati cittadine òono Vtmica risposta (lagna dftm popolo che suol -vivere.
Il paese salvi il paese. Rompa, facendosi padrone del proprio terreno, i ciechi -strumenti dello straniero; poi sostituite autorità provvisorie locali e una Autorità Centrale che le eongiunga e le rappresenti, presenti all'insolente Straniero tutto un pojtolo urinato.
A Roma, a Roma, senza traditori nel campo! A Roma con una bandiera non contaminata di servitù, di menzogne, di disonore!
Cominci l'Era deBa, .Nazione e Roma ne détti 11 Patto.
2 Ottobre
Giuseppe Mazzini.
Documento N, 3L
Carissimo Amico, Faenza
fPompignoli) Cesenatico, 30 Ottobre 1887.
Ricevet l'ultima tua e da G. Gf. (Girolamo Gusella) Intesi quanto eravi di nuovo in quei giorni. Se le cose hanno cambiato aspetto, e se vi è alcunché di nuovo non mancare di rendermi avvisato anche dietro qualunque spesa sempre a -mio carico. Come pure se occorressero altri giovani da spedire, ne avrei disponibili 15 circa, che potrei mandarli anche armati.
Ti saluto ed abbiti una stretta di mano da tatti gli amici.
Tao aff.mo amico Francesco Avalli Calias Cortesi),
Documento N. 82.
Monterotondo, 1 Novembre 1867. Italiani,
Noi siamo venuti In armi da ogni parte d'Italia sotto le mura di Roma, col soccorso e col plauso di tutto II popolo Italiano - - Se non abbiamo chiesto autorizzazione dal governo, che legalmente rappresentava la Nazione, esso sospinto dalla pubblica opinione, ha dovuto col Coirti più favorire che osteg-