Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; PILO ROSOLINO ; CASE NUOVE DI SAGANA ; SICILIA ; SIRTORI
anno <1931>   pagina <86>
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86 Maria- AntomUa Giampaolo
asso! ii t a mei! te fuori di ogni possibile realtà: .ittiche nei secoli d'oro .delFawfcoiifcft il jraùO no potè mutò interamente ciit> ie -jftlty;; allora in particolare, nella migliore delle ipotesi, si poteva, a se­conda della maggiore ó minore opx>ortunitàv far pia o meno temere rjg dinastia legittimista, consolidarla stabilmente ino, ie che in pra­tica essa non fosse più possibile io dimostreranno, qiuilrlu- anno dopo, le re ordinanze famose che costarono a Carlo X la perdita del trono. I>a "critica del Lambnischi ni al governo era fondata, ma una politica totalmente diversa da parte del re non avrebbe avuto in pisiticit diversi risultati, ('erto era più facile, come egli raccoman­dava, impedire il cominciamento di un'azione rivoluzionaria, che cercare i frenarla poi, quando fosse già scoppiata, ma egli giun­geva fino a j>ensare che la buona causa sarebbe stata presto e sen­z'altro "rassicurata -se il potere avesse continuato a prevenire da un lato i 1 piai che fosse possibile le orditure -dei di sordini e se, dal­l'altro, in luogo di transazioni impolitiche con lo spirito rivoluzio­nario, lo avesse attaccato sempre con la e incacia di misure savie ed energiche (10).
Tutto ciò dimostrava come egli avesse capito poco i tempi e operasse per preconcetto* come dovette in essi sempre sentirsi a di­sagio, perchè supporre possibile che il progresso del pensiero uma­no possa essere costretto ad abbassare il capo alla presenza- dell'au­torità quando questa ha il coraggio di l'arsi sentire, significa andare incontra genialmente a delusioni.
I rimedi radicali sarebbero stati opportuni se la Francia, se , mondo intero non fosse stato invaso dal dilagare di idee che porta­vano di conseguenza nuovi bisogni e una nuova concezione della vita*: ma il Kunziti, per t quale ogni iu>v4-.era .gtilo di. ima setta demagogTc; non vederi- U pericolo da iéti il legittimismo Ci jammcìatf a assai più. granfie rli qiwftnM' HitìJ. pensasse e, mentre. riconosceva che già dalia fine del jfSKr la fràdicia si trovava in vera orisi e a Parigi si passeggiava' sopra un vulcano, credeva che questa crisi minacciasse il ministero, non l'odine pubblico (11). JsTou igno-rava ch-e a Farigi da gran tempo si macchinasse un cambiamento M dinastia, ma con hi, illusione che non bisogna giudicar lo spi­rito del regno dalla capitale}! p2) non lo riteneva, possibile. {Serto:
(10) V. Ardi. SgK. M. - Segr. di 'Stato, Busta 248 doc. n. 80480. (JÈtjÉ Arca. Mm> Viùfi. - Segreti. M Stato. Busta 24S-. dot:, n. Ófa-43. m) Arete, Sefcr. 'VJIJIÌ, - egrt. il u-to. Rustia 2<iS dee, n. 41690.