Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; PILO ROSOLINO ; CASE NUOVE DI SAGANA ; SICILIA ; SIRTORI
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1931
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La prwpimmtjne poMMm tini Cardinal Lm.brmcMwi 87
nella capitale, dove L'ambi zi une e* l'interesse maggiormente dominavano, pie die nella provincia, si era pronti a venire é qualunque ti!ft1M ove si pensasse di tram. da UU nuovo ordine di cose Mehe fusibile proli t lo,, e per la esecuzione di ima rivo limone era indispensabile anche il concorso della massa iene a cpi;iluuqne sconvolgi mento gli sembrava contraiia..
Fosse stato piire tfósi, la Fraueìa non amava il no re, ne lo avrei)!' risparmiato, come, di fatto, non lo risparmiò il giorno in cui si fosse accorta di potei* migliorare sotto un regime diverso le propria- Condizioni.
L'insolenza sempre crescente lei partito liberale non dipendeva, come iflL Sfostro pensava, dalle transazioni impolitiche fatte dal re (i3), ma piuttosto dall'abisso che ogni giorno di più per necessità li ;COse, si apriva tra il monarca, rappresentante di un diritto corroso dal tempo, e il popolo conscio dei suoi diritti, reso dalle concessioni reali pix esagerato nelle sue pretese, ma non solo per queste diventato più pericoloso. La previsione nei marzo 1828 <li un rinforzo liberale nella Camera gli sembrava fatale aMa monarchia di Carlo X, mentre d'altra parte l'istituzione della censura gli appariva il gran mezzo che, con l'impedire i continui attacchi contro il trono, avrebbe posto un freno ai mali della Francia e della dinastia in essa regnante.
Provvedimenti vani e ugualmente pericolosi l'uno e l'altro! e necessità imposta anche dalle circostanze il cambiamento, l'ondeggiare inconseguente di un governo che tentava tutti i mezzi per allontanare la morte ormai inevitabile.
H Nostro invece credeva che la Francia, poiché ervidià ;<e leggiera, avesse bisogno di sentire la forza dell'autorità, e nel deplorare la debolezza del ministero Marti gnac che non godeva il favore di alcun partito, diceva che il difetto essenziale di ogni governo rappresentativo era ehe Autorità, che per lui rappresentava qualche cosa dì sacro, fesse urtata sempre dalla forza dei partiti che non Jpermettevano di agire liberamente. In realtà la debolezza di que-tìto ministero ètavamdla mancanza Clelia- fiducia del re, il quale non lo riguardò mai ehe come tìii infelice tentativo* che sperava fosse
(13) Carlo X, Infatti, sotto il Ministero MnrTignup, volontà buona ma ir-resoluta, per acconci Isceiuilere allo spirito dominante emise ordinanze avverse al Gesuiti e all'Insegnamo-alio rotìg-iojv. diminuì ijil numero dei fiiScepoli nel piccoli seminari da lui ricondotti sotto la yignanza flèU'Università.