Rassegna storica del Risorgimento

1854 ; EMIGRAZIONE POLITICA ; FABRIZI NICOLA ; PARIGI ; PILO RO
anno <1931>   pagina <91>
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sbagli così grossolani? L'im previ denHa e lo spirito di una cieca si-cm/tèM 4Miip perduta) ogjni fcosa.
Bìtìiisei est hic*- il Giostro scriveva, sembrandogli Tat­to tbhùìmMoiiQ del re un fatto troppo difficile a spiegare'umana­mente (22). Secando lui. se il re si fosse ritirato a tempo con un'ar­mata, sia per la aridea sin nel MezzogiornOy; abetàie potuto almeno sostenere hi lotta cjsn dignità; mi la Coiftfe aveva fatto sbagli sopra sbagli,, il buon rev abbainlonato a min confidenza cieca, non -aveva preso risoluzioni oppoxvrune e IÌT gli imperscrutabili disegni ili Dìòy i suoi ministri avevano perduto il lame al puntò da rifiutare quai-siasi espediente conciliativo anche nUj elle tutto annunziava ro­vina. A cose disperate si er ffÀQ partire sue con un resto di ar­mata? ma senza munizioni senza danari, cosicene il monarca era Stato, accolito dai popoli piuttosto come un fuggitivo che come un sovrano elie potesse ancora difendere i diritti della sua violata co­rona. Intanto! la pjpodaau.uione del piovo re non dela -arancia ma dei FràiUÈési, jfehc a]pebh dovuto chiamarsi Filippo VII e si chiamò Luigi Filippo pei' temperila, definitivaimente col passato, era un fatto compiuto e le potenze europee non potevano a meno di prendere un atteggiamento qualsiasi di fronte alia nuova monarchia., poiché si à di rinnovare 0 confei*mare i propri rappresentanti, i quali;, accreditati presso darlo X, non erano presso il nuovo re die dei par­ticolari. La posizione di un Nunzio era allora più delicata e perico­losa per le questioni d eosciienza che da particolari e dal clero po-tevanorfuirgli proposte dopo l'abolizione fatta da Luigi Filippo (23), dell'arte 6 della Cartai*L'uso della piò tino prudenza non sa­rebbe stato sufficiente a lungo andare, a non compromettersi ed evitare gli urli. : in gnésto stato di cose e nella previsione dell'av­venire non sembrava al ÌL-. prudente partito per la 8. Sede lasciare ulteriormente a Parigi ili suo rappresentante. sebbene l'ibi dipenden­za della religione non potesse di latto essere attaccata dal governo. Folcile si era. dichiarato dalla nuova Carta che la Beligione Cattò­lica non era pitì religione di-Stato, lo Stato non doveva più esérci-tarO sa di essa alcuna Influenza: essendosi proclamata la libertà per tutta, anche il Mero aveva il diritto di godere interamente la sua, e anche nel loro interesse i governanti attuali della Francia, nulla
(2) Ardi. Sogr. at* - Kohr. 242 <3isj?aCjpi ... 007. (23). La religione cattolica ap. n>miraA <" la, Religione (telilo ;>S1;HIHV.. tìarfca OST. per Ut Francia - SPilnno SonaognOf p. Ih