Rassegna storica del Risorgimento
PALERMO ; MOTI 1831
anno
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1931
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pagina
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95
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Irò gjrojMtòtótafttf lMm ihl dwfmH fàmibrimlM 95
razione e anche B<à;ent'Luca mente spiegata dalla teoria dei ricorsi stoici!
Dalle voci' sìve .tìieelavano, SMMOÌMM al JSwimQ cosa quasi éik-ta lèM' 1. capi della fitóiòiip, iiajgogìcii, per mettersi in movimento, avessero promesso ai proletaajjkdelle cose assolutamente non attendibili, e qùest vMeudosi delusi, minacciassero areudetta* -erto le* .soverchie speranze li una grande adgenerazioue politica londate sulla rivoluzione di luglio avevano ceduto al posto a una delusione profonda, allorché, in fondo, nessuno, seppe dire in die cosai ÌPèra nuova si distinguesse dalBauilca : ma i nostri liberali avevano: torto-a fidare m Luigi Filippo : il distacco dal passato riguardava la politica interna della PranMaif; egli impedì la repubblica nella sua Patria, ma là sua monarchia all'estero seguì la- politica della Fran-ea-; per ciò che riguarda il principio, egli sì stacca dal legittimismo,. ma per necessità nazionale la sua politica deve avere degli adattamenti: e lia -sua politica irteli è quella éfe- saagnarda gli interessi nazionali francesi.
Per queste condizioni, la Francia; ne eira in:i?ado di dfeMara la guerra ad aluria potenza, ma non per icào bisognava tgersi sicuri I cip ebe il governo non poteva Èpe <eon le armi cer<ti-di eseguirlo il comitato direttore con altri mezzi (30). Da rivelazioni fatte ai rappresentanti delle potenze interessate nella causa, ri su ItaVa al Nostro che nel decoJEÉOfdi quello sibèsso mese di igf8Sn!';,s;pebbero stati inviasti, ifed diversi Stati d'Italia e in quelli della Chiesa principalmente, degli emissari per eccitare popoli al malcontento, nella speranza ohe avrebbero imitato l'esempio dei Belgi. Naturai-mente non si potevano sapere nomi di quelli ohe sarebbero stati spediti ma. il Lambruschini riteneva indispensabile che i governi italiani esercitassero una sorveglianza straordinaria sugli indivìdui provenienti iflalla Francia, e perdio questa sorveglianza tosse esercitata in modo da prevenire lo scoppio di qualunque disordine, egli pensava ohe i governi italiani tutti dovessero, di comune accordo, stabilir delle regole comuni e un centro di polizia italica nel quale tutti dovessero concórrere agli interessi comuni. A lui non
(30) Oltre due Jion potere, U. governo di Luigi, Filippo non voleva far la guerra; la sua politimi estera tendeva al uiautestmento della pace internazionale ; a lui premeva persuadere 1 gabinetti esteri che, malgrado l'origine rivoluzionaria del suo patere, egli non desiderava imporre a tutto. 11 mondo la uionan-bia popolare.