Rassegna storica del Risorgimento

PALERMO ; MOTI 1831
anno <1931>   pagina <96>
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6 Maria, Antonietta Gfiamptiolo
sfuggivano gli iuQ0Dc?enìenti che da ua tal sistema potevano temerà 4 già... non c'era più un momento da perdere, era sempre me-.glio bere che affogare, eciò elle allora massimamente importava era la propina salvezza. Alla metà, del settembre, cioè più di un mese dopo il cambiamento di governo in Francia, non era stato an­cora possibile al Nunzio vedere come era desiderio della S. Sede il Ministro Mole, per non discostarsi dalla condotta di quelli tra i suoi colleghi ì cui governi .evaiio;, fino allora, comune con la ;L Sede la condizione, essendo principio fissato e convenuto tra loro dì astenersi da ogni rapporto attivo, finché dalle proprie Corti non fosse venuto' l'ordine di riprendere :léi iéJazioni regolari. L'agire al­trimenti si sarebbe reputato non conforme alla dignità dei governi e in certo modo contrario ai propri interessi, in quanto che si avreb­be avuto quasi l'aria di domandare come favore quello che, tutt'al più, per gravi ragioni politiche giudicavano i governi di poter ac­cordare.
In modo particolare la S. Sede era allora molto tenuta d'occhio, e una semplice vietai fatta prima del tempo avrebbe dato largo campo agli oziosi e ai maligni di dire mille impertinentissime cose sul conto del governo pontificio, mentre il Nostro era d'opinione che sempre, ma allora specialmente, si dovesse camminare con molta circospezione e prudenza, per obbligare il giornalismo, se non al silenzio, almeno a non poter dire della S. Sede che delle cose di mera invenzione. Due partiti, secondo lui, divenivano di giorno in giorno più forti: uno pél duca di Beichstadt, l'altro per la repub­blica: il sólo edificio attuale non aveva- ne forza né opinione, e ciò nonostante bisognava guardarsene negli interessi della Córte di Roma. Lo Stato della cosa pubblica in. Francia peggiorava di gior­no in giorno, né egli credeva che l'autorità costituita avrebbe, nel caso, avuto la forza sufficiente per far argine al torrente sempre più minaccioso: tante ambizioni deluse, tante associazioni indispettite e tanti altri elementi tutti tra loro eterogenei, ma tutti pieni dì rivoluzione e di disordine formavano uno spaventoso ammasso dì materie, che per allora fermentavano, ma per intrinseca loro neces-sita avrebbero dovuto scoppiare in una eruzione generale, e, nello stato in cui erano allora gli spiriti, ogni occasione, ogni pretesto era buono per eccitare il disordine e l'anarchia.
Dal risultato di questa lotta immane, impari fra i diversi par­titi e il governo di Luigi Filippo dipendeva l'avvenire della Fran­cia 1 Se la posizione politica della Francia era dunque minacciosa.