Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno <1931>   pagina <99>
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i tentennamenti della sempre incertezza politica Cartista, l'ombra almeno del governo paterno era in vigore, si stesse molto meglio. Del resto egli sperava fermamente clic il legittimisnio ilo vessi? aver di nuovo il sopravvento': glie lo faceva sperare la disposizione dei dipartiinentì. per vnietitc favorevole a I/uigi Filippo, tanto da ren­derlo sicuro che molti si sarebbero armati pei' sostenere i diritti di Enrico T (Clianibord), ma non si sarebbero mai risolti a marciare sotto lo stendardo tricolore ci i L. D'Orléans (32). Da quale fonte egli avesse potuto sapere con tanta sicurezza il cambiamento dello spir rito pubblico da ultra-liberale (tanto da fare a lui stesso, qualche tempo prima, temere la repubblica) a realista-borbonico pochi mesi dopo lo sconvolgimento delle giornate di luglio, io non ao : i fatti risposero che queste non erano in realta notizie, ma speranze che il Nunzio attingeva dal suo interno, dalla sua fede incrollabile nel­la immortalità del diritto divino come fondamento del diritto pubblico e principio costitutivo dello stato. Oerto lo Spirito pubblico a Parigi, anche dopò la elezione del! duca d'Orléans, era tutt'altro che calmo, éal Krnizio sembrava che il nuovo governo non avesse la forza ne­cessaria a comprimere *< la canaglia che del suo potere si era tìie corta. Uomo profondamente religioso, egli temeva, d'altra parte* che questo stato di tempesta permanente, che l'essere soltanto nel popolo la forza materiale, potesse alla religione riuscire dannoso ; se, senza per altro essere un novatore, avesse appena camminato un po' con lo spirito dei tempi, si sarebbe invece accorto che la ca­duta della monarchia di diritto divino era irrevocabile e dava per riflesso una scossa non alla religione, ma all'altra istituzione che con la vita moderna non era ipiù compatibile ? il potere temporale del Pontefice. Il momento, che egli attendeva imminente, in cui tutti, ricreduti dall'errore, m sarebbero dichiarati in fàvójèé della legittimità-, non venne mai, perchè il cambiamento della monarchia non era stato che la sanzione di una trasformazione già compiuta nello spirito dei sudditi.
Quando era stata proclamata a Parigi la sovranità popo­lare (33), egli credeva che tutti i principali Gabinetti europei, at­territi alta vista delle conseguenze di questa sovversiva- dottrina.
(82) Arefc. Segr. Vat, - Segr. di Stato - Busta 248 doc n. 72105. (80) V. Afch. Segr. Vat. - Busta e'rt. doc. n, 622. 20 settembre 1880 - in cifra.