Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno
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1931
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pagina
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100
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pur non ritenendo opportuno dì dichiarar subito la guerra a cosi funesto principio, si sarebbero, per altro, astenuti dal fargli buoi viso, e che, lungi dal venir subito alla ricognizione del fatto che ne era stata la conseguenza, anche per rispetto ai traicta-tì generali di Parigi e Vienna, avrebbero intimato nu Congresso 'pei* mettersi d'accordo sui mezzi come porre nn argine all'eruzione del iiiinaccioso torrente. Questo mezzo, a parer su avrebbe offerto tre vantagy 1) le potenze avrebbero guadagnato U tempo necessario per :en-dere e vedere lo sviluppo ulteriore degli affari di Francia, prima di impegnarsi a nulla; 2) questa misura, senza scoraggire i ben pensanti direbbe o intimorito o, se non altro;, perchè al timore; vero e propplo neppure lui poteva credere tenuto in uno stato di soj spensione e di' agitazione il demagogismo, non senza grande utilità per la causa comune; e, finalmente, durante le dimissioni diplomatiche le potenze avrebbero avuto i I tempo di prepararsi alla guerra, quando questa avesse potuto divenir necessaria. Tutte le regola àW la prudenza politica gli sembravano indicare questa misura, e cosi egli sperava che l'Europa conservatrice avrebbe trionfato del nuovo principio che alla legittimità si opponeva : le cose erano, invece, andate diversamenteal Gabinetti avevano, almeno apparentemente. riguardato1 con indifferenza l'affare di Francia, proclamando, col fatto della pronta ricognizione, il iprincipio del non intei'SfetO, ri manendo spettatori indifferenti delPincendio che si era manifestato in casa dell'alti enza darsene per intesi, come se la cosa fosse regolare e non li rguardasse né punto né poco, mentre i regnanti appartenevano, secondo lui, a una stessa famiglia, i cui membri privilegiati erano destinati a governare la massa immensa e cieca. Egli sperava che non avessero poi a pentirsi della loro condotta attuale, e die l'adottato sistema di politico isolamento e quasi di apatia diplomatica non fosse poi funesto per loro e pernicioso per tutti. Le potenze che allora spedivano Patto del loro riconoscimento al nuoft re dei Francesi) tra cinque 0 sei mesi sarebbero state.m suo credere obbligate a far la guerra 0 a passare al riconoscimento di altra cosa, poiché li governo Ritualmente riconosciuto non sarebbe certo più in vMa, f gli sarebbe succeduta 0 una Giunta che afcfcbbe proclamato IfapoìtìOTi< Et e avrebbe preteso governare la Francia in suo- nom 4- piti proba'bllmènte, la repubblica. Avesse pure avuto il governo di Luigi Filippo la volontà più ferma di fare il bene, non avrebbe potuto tarlo,, non avendo alcuno, forza: dallo voci che si spargevano a Parigi e nel Corpo Diplomatico, 'ìli Nunzio