Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno <1931>   pagina <113>
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a tutte le potenze. Il rispetto dei trattati e della indipendenza degli Stati formava la base del sistema politico adottato dai suo governo, e per questo diceva quando si era accorto che i movimenti, negli stati del Papa, tendevano a sottrarre-ì sudditi dal dominio temporale dì Sua- Santità e minacciavano di attentare all'equilibrio europeo, egli s'era afèttato a testimoniare alla Corte di Roma che era deciso a non soffrire il rovesciamento della sovranità di uno Stato, la cui esistenza, indipendenza e pa'ce erano dì un così alto interesse pei- tuftra là Cristianità. Dietro Ondine del re, il Marescial­lo liaison aveva proposto alla Corte di Vienna di concertarsi con la Francia e col governo pontifìcio per sforzarsi di adoperare, per via di. conciliazione, la pacificazione pronta e duratura dei paesi in­sorti e -combinare gli accomodamenti migliori, per prevenire che i torbidi si rinnovassero. Questa proposta, ugualmente rassicurante per l'Italia e per tutta l'Europa, era stata secondo il ministro francese accolta favorevolmente dalla Corte imperiale: immagi­narsi dunque con quale dolorosa sorpresa era stata accolta la no­tizia che le truppe dell'imperatore, dopo aver successivamente occu­pato Parma, Modena, Ferrara, s'erano sparse nell'interno delle Provincie romane ed erano entrate a Bologna. Tutto il malumore del re, in fondo, si concentrava in poche parole cortesi, con le quali si lagnava che l'imperatore avesse dovuto ricorrere all'invio delta forza, quando le vìe di conciliazione non erano nemmeno state ten­tate, e confidava nelle intenzioni pacifiche dell'imperatore, perchè si desse prontamente l'ordine di far sgombrare dalle truppe il terri­torio di S. Santità, facilitando l'apertura immediata delle' nego-zia/irmi indispensabili, le cui basi sarebbero state combinate tra le due Corti. La Francia riguardava questa misura come il mezzo più efficace per cimentar l'unione delle grandi potenze, garantire il mantenimento della pace, pacificare in modo duraturo gli stati del­la Chiesa e consolidarne il potere temporale, per fare, infine, che le misure che la S- Sede si sarebbe determinata a prendere, per sod­disfare ai voti e ai bisogni dèi suoi popoli, potessero avere ai loro occhi, come a quelli dell'Europa, il carattere: di una vera indipen­denza e di mia piena libertà (56).
Ma a questi progetti Lambruschini non credeva, e se fi mini­stero avx-va domandato all'Austria delle spiegazioni sull'ingresso
(0) y. Arch. 8egr. Vat - Busta ìfin-a Ptn;igt N'IMJ:O,. =. Potestà del Se* bastioni all'Austria to copia annessa al dura, n. 702.