Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno
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1931
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pagina
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115
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tezza, aveva forse creduto di xisparniiargli la lettura di una tale nota. Comunque stessero le cose, égli credeva che la Francia nou pensasse ad inviar truppe nel territorio romano, poiché questa opc- razione avrebbe avuto per risultato la guerra con l'Austria, e quindi con tutte le altre potenze, mentre, da qualche tempo, gli pareva di osservare un riavvicinamento molto marcato tra il Gabinetto di Vienna e quello di Parigi, circostanza che meritava di essere conosciuta dalla S. Sede, poiché egli sapeva fin dove potessero giungere le finezze della diplomazia e quanto fosse poco da contare sulla p lei sincerità ; la favola dell'agnello e del lupo era molto istruttiva, e i governi piccoli non dovevano mai perderla di vista. Egli cercava di far comprendere, in tutte le occasioni, ài rappresentanti delle potenze, che era massima fissata dalla S. Sede di restar sola, di non voler essere influenzata da nessuno, e al Segretario di Stato, che il pronao apparecchio di una forza militare sicura era ciò che sopratutto doveva allora richiamare le viste politiche del governo. Il JJostro riteneva giustamente che il mezzo termine proposto ai riguardo, da Monsignor Oapaccini, lungi dal mettere la S. Sede al coperto da ogni pericolo,, pl parte della Francia, avrebbe potuto irritarla e renderla ostile; Capaccini aveva infatti proposto di rivolgersi all'Austria, per avere la cessione; M. qualche reggimento, ma il Kunzio faceva osservare che ciò era politicamente inammissibile: si avrebbe un bel dire che i Tedeschi accordati dall'Austria portavano la livrea di S. Santità ed erano soldàii suoi, sempre si sarebbe risposto essere questo un gioco di mera apparenza, e che il Pontefice era guardato da austriaci travestiti. Bisognava invece avere le viste lunghe e, nell'atto di provvedere al presente, non si doveva perder di vista l'avvenirej in quei tempi era impossibile governare senza una forza sicura e inaccessibile al demagogismo, e per questo, e anche per mettersi al coperto contro i colpi dell'irritazione e del malumore, la truppa da scegliersi avrebbe dovuto essere, a parer suo, o Svizzera 0 di qualche altra Nazione che non compromettesse né Boma né Vienna. Ija domanda, dolorosamente già inoltrata all'Austria, forse non avrebbe avuto effetto, perchè il Mettermeli avrebbe pensato che tal misura poteva alterare la buona armonia che egli cercava di conservare con la Francia.
In questo caso, qualora non potessero aversi reggimenti svizzeri, egli pensava che convenisse rivolgersi all'Irlanda: una truppa irlandese, divenuta romana, non avrebbe potuto eccitare la gelosia