Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno
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1931
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pagina
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116
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61 alcuno: in fatto di politica un primo passo era seguito da altri di ugual natura, e se quello era cattivo, poteva divenire il principio e la causa di una catastrofe che non si avrebbe poi sempre il medio di evitare né di sospenderei
Si era giunti- intanto ai primi di maggio ed era imminente, da parte dei rappresentanti delle grandi potenze, la presentazione del Memorandum a Gregorio XVI: naturalmente, essendola Parigi, il Kbstro era al corrente di quanto stava per avvenire, e con tutte le sue forze cercava di impedire il proseguimento delle trattative. Pei* principio e per calcolo egli aborriva le conferenze e i loro anfibi protocolli, il cui risultato era sempre a carico del meno forte, e neppure amava le manifestazioni di garanzia e protezione, da qualunque parte venissero, poiché tali atti non erano mai disgiunti, nell'intenzione di chi li faceva, dalla tacita pretesa di una influenza, più o meno attiva, da esercitarsi sul potere garantito e protetto (59ì. Ciò nondimeno, che le potenze garantissero pure, ma senza ledere la dignità pontificia, i suoi anteriori diritti, e senza pretendere di imporle una servita, che sarebbe disonorante e diverrebbe affatto insopportabile, qualora, dopo l'atto delle garanzie offerte, i rappresentanti delle potenze in Roma riguardassero sé stessi come altrettanti consiglieri nati del S. Padre, quasi che egli fosse obbligato render loro ragione degli atti principali della sna amministrazione. Era perciò, secondo lui, indispensabile che non si consentisse, da parte del suo governo, ad alcun atto scritto, nel quale non fossero .bene stabilite queste due basi: Porigiae antica e affatto pura dei diritta della S. Sede sui suoi domini e la sua sovrana indipendenza. Egli temeva Danaos et Dona ferentes e la storia ecclesiastica gli faceva conoscere quali fossero state poi le conseguenze della protezióne accordata dai Princìpi alla 0Mes non avrebbe voluto che accadesse lo stesso, riguardo alla protezione che si offriva allora così generosamente.
Insomma, se i sovrani volevano unirsi per proclamare, semplicemente, che qualunque nuovo tentativo si facesse, a fine di turbare il pacifico possesso degli attuali domini di S. Santità, finsci* rebbe dannoso soltanto a ehi ne fosse l'autore, perchè le potenze collegate si obbligavamo: dì sostenerne ó Pipitene, contro qualsivoglia nemico, la sovranità e Pindipendenza, Patto sarebbe conveniente e uféle. fWelBvecfl tale atto potesse nascondere, tra frasi dìfflo-
(50) ;Axch. gegr. "tfafr, - Busta dt, doc. n. 709.