Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno <1931>   pagina <117>
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maliche, un pensiero meno limpido e chiaro, converrebbe non am­metterlo, poiché le; circostanze potevano cambiale, ma Patto serittu sarebbe sempre rimasto*
Era intanto giunto a Parigi l'editto del 14 aprite (tiO) e non solo i giornali francesi ne alenavano un grande rumore ma il governo stesso era molto montato contro la Corte di Roma in un ricevi­mento a Corte per la festa del re* il Ministro degli Affari Esteri, ii Presidente del Consiglio e pòi il Re stesso avevano al Nunzio mo­strato il laro malcontento pel rigore spiegato da 8, Santità, nell'E­ditto:
A tutti egli rispose elle il Pontefice si trovava nella necessità, come sovrano oltraggiato, dì usar della clemenza in modo da non dimenticar la giustizia, per impedire elle altri simili delitti si rin­novassero; ebe H governo aveva stilb "dito le due Commissioni (civile e militare) non per procedere, ma per esaminare riferire; che le in­tenzioni del govèrno erano conformi ai principi di una savia mode-razione, ma che; ìic* Commissioni avrebbero dovuto finire i loro rispet­taci lavori, senza conoscere i (piali, S. Santità non avrebbe potuto emanare le sue provvidenze. Egli riteneva che se si dovevano fare dei sacrifica:, questi dovevano almeno vestire l'apparenza della spon­taneità, onde i cattivi non potessero vantarsi di aver fatto retroce­dere il governo del S. Padre; ma, egli stesso notava, lagnandosi col Segretario di Stato nell'Editto era occorso un errore sostanziale, parlando, nell'art* 3 (61), di deroga alla immunità reale, quando invece si doveva dir focale, poiché era la locale su cui cadeva la de­roga e non già sulla.reale, la quale, purtroppo, non si osservava più e che, secondo il linguaggio canonico, consisteva nel privilegio che avrebbero i beni ecdesiastici di non esser soggetti alle pubbli* che imposte.
Sebastiani aveva detto all'Appony che se il governo di Roma avesse continuato a procedere come procedeva, si sarebbe richia­mato jl' S. Aulaire; al cheli Nunzio rispose che la condotta del suo governo verso i rei, lungi dall'essere rigorosa, a moderatissima e che a lui risultava esserne l'ambasciatore contento, il S- Aulaire non solo aveva assicurato il Beroetti (62) di avere sviluppato il vero
(60) V. Ardi. Segr. Val;. - Busta cit. doc. n. 700.
(01) eh. Segr. Vafc. - Busta ett. cioc. u. 700.
(02) . ÌSxéx. egr> V- Busta K-, -- Dispacca della Segr. di Stato al Nunzio à doc. n. 3053.