Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno
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1931
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pagina
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121
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La. prepmssione poUiioa del GtòWi/nal LumUnwelvlwè ***
èlle, se nuovi fomenti avessero uviiu luog gli AustriatS., amiche per il loro proprio interesse, avrebbero rioecupato i luoghi abban-donati, e allora ti governo francese, in tfaeia al partito demagogico, si sarebbe trovato pi l'i imbarazzato di quanto non lo fosse allora, col lasciar prolungare, ancora per qualche tempo il soggiorno di quelle truppe nei domìni pontifici.
Ma purtroppo, egli diceva, ii 3tìnistero francese non. ani metteva ragione, pel sistema vigente a Parigi che tutto dovesse essere subordinato alle circostanze foìu Infatti al Nunzio il Generale* Se bastiauì aveva perentoriamente. oa*to che si poteva accordare quel favore sino all'epoca dell'apertura delle Canile, ma die, da quel punto, il governo francese doveva esigere che Tederai uscissero dai domini di S. Shntità. LambruscMni a ragione dedueeva 6f), elle,, non occupandosi quei signóri che di loro stessi, si vedeva chiaro che, presentandosi alla Camera e nel discorso del Trono, avrebbero voluto poter annunziaste che avevano aggiuàf- gli -affari d'Italia e costretto l'Austria a uscire dalle Legazioni.
Infatti il 9 giugno (.68) la evacuazi.oJiÌ ifptale degli Austriaca era ormai decisa alla erte <li Roma, a -scanso dì mali evidentemente maggiori e nell'interesse della pace generale, con riserva di avere dalla Francia e dalle altre potenze europee una garanzia della tranquillità- pubblica in avvenire.
Quando però Appony, secondo le istruzioni ricevute da Vienna, si abboccò col Sebastiani., per invitare la Francia a emettere, insieme alle altre grandi potenze, un atto uineiale che garantisse alla 6. Sede il pacifico e perfetto possesso (69) dei uoi domini, il Generale, che, al principiò ajveya offerto questo atto al Nunzio non meno ehe aPAastóa, medesima, opj-ioye aMoira una difficoltà; disse che un tale atto non era conforme alla natura e allo spirito di un governo rappresentatm> come quello francese e, poiché fAppony insisteva. si arrese, ma dichiarò che l'atto sarebbe stato fatto solo dopo che*il governo di 8. Santità avesse pubblicato le istituzioni richieste pel bene dei suoi popoli, e che la garanzia sì darebbe con la condizione Che queste pure dovessero essere mantenute. Ma talk; atto., combinato in questi termini, non poteva piacere al Pontefice) e il suo rap-
(67) Arch. Segr. Vat* - Busta eit. doc. n. 725.
(68) Arcb. Segr. Vat. - BusUi ohVÉflp. mi temetti. pinza numero). (60) V. Arch. Segr. Vat. - Busto n. 165-2,; disp, m.