Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SICILIA
anno
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1931
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pagina
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122
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*a* Mwrki< Àntonietid Giampaolo
presentante a Parigi notava che, per riguardo alle istituzioni emanate e dtìi emanarsi, esso toglieva al governo dì Slj I il merito della spontaneità, facendo anzi vedere che fu obbligato dalla Francia a fare ciò che fece : tutto ciò era molto grave, ma il Hunzio si augurava che Sebastiani parlasse alto per impanrire, conforme alle massime del suo governo, che minacciava tutti e pretdevat'<-<i dai' legge al mondo intero. Certo però egli riconosceva che due forti sbagli la S. Sedie aveva commesso: il primo, di non aver profittato'dIJS anni di pace per organizzar bene il proprio Stato con delle saggè lètìtu-zioni. conformi alla natura dei goverijo .stesso: il secondo, aneora più forte, di non essersi formata almeno una forzai sicura, capace di reprimere gli sforzi dei malcontenti : invece il governo si era lasciato sorprendere dal turbine, senza aver pronto nulla per farvi argine.
B vi era anche di peggio, poiché il Gabinetti di Vienna, temendo di essére impegnato in una guerra con la Francia, non offriva alle piccole potenze italiane quelle garanzie sulle quali si do vevà contare. Questa la terribile posizione in cui la S. Sede si trovava: sarebbe cambiata, quando la Bussia avesse terminato l'affare suo di Polonia, e questo: affare quando e come sarebbe finito? Intanto la vigorosa resistenza della Polonia aumentava la forza del Gabinetto di Palais Royal, il quale sentiva di non dover temere la guerra, e ne profittava col mostrarsi duro con tutti i membri del C-ìorpo Diplomatico., Stando così le cose, la poliiMca della S. Sede, nel momento abituale, doveva essere quella di non urtar di fronte la Francia, e, proprio per misura di prudenza, poiché, naturalmente, non si poteva trattenere un rappresentante a dispetto del sovrano presso il quale era accreditato, il governo pontificio si dispose a compiacerla e anche sollecitamente, quando si trattò del richiamo del Nunzio stesso. Il 35 Maggio l'ambasciatore francese comunicò, in forma confidenziale, al Ber.etti un dispaccio del Sebastiani, con cui gli veniva ingiunto di chiedere al S. P l'allontanamento di Mons. Nunzio di Parigi, siccome quello il cui carattere non piaceva a quella corte, essendosi troppo manifestamente riconosciuto di massima contraria all'attuale sistema d'ella medesima (70). Il giorno
(70) n Marchese Gualterio (V. Gli ultimi rlvolg. Iti. - Firenze, Le Mon-
nnier 1850) dedicando al h. un capitolo del suo lavoro dice: Quest'ultimo
del partito antilibernfe avevri sempre ben meritato e sopratufe nella recente
aoe nunziatura, terminata nette giornate M Luglio a Parigi*, (pag. 146) -