Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIA-GIULIA ; GARIBALDINI
anno <1931>   pagina <126>
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* Mwia AnUm'wtta Giampaolo
stabilirne in seguito due soltanto, una a Roma e una a Bologna, sostituendo alle altre piccole Università, dei licei, la cui direziona fosse affidata al clero, onde impedire le ancora pericolose riunioni della gioventù. Un mese prima, infatti, un decréto aveva già chiuso l'Ateneo di Roma e quelli delle proviueie, e i giovani, che non ave­vano domicilio nelle sedi universitarie, erano lati obbligati a tor­nare alle loro case.
Se si fa un confronto con ciò che avveniva altrove, troviamo che isolare gli studenti si fece anche a Modena; l'Austria più forte non arrivò a tanto, ma curava molto i libri di testo, il corpo insegnante e abolì a Pavia la cattedra di Eloquenza (Letteratura italiana) e vi sostituì l'Estetica. : del resto anche ì liberali, da parte loro, impedivano ogni più piccola cosa contraria alle proprie idee. Con tutto che il Nostro non avesse affetto capito l'importanza della trasformazione avvenuta nella coscienza umana, pure il problema della istruzione si presentava nella sua mente sempre più scabroso, e su di essa, come su uno dei principali strumenti per formare la coscienza dei cittadini, la sorveglianza politica non gli sembrava mai abbastanza. Cosi, quando si trattò nel 1832 di prescrivere qual­che norma sugli studi, nel mentre che le Università erano, per pru­denza, ancora chiuse, egli rigettò in S. Congregazione la proposta che ciascun professore potesse dar lezione a casa sua. Ed era na­turale. Dai maestri in modo principale dipendeva secondo lui la buona o cattiva condotta degli studenti; sé dunque ai professori si fosse datò di ìSoftfijP aà*e le lezioni a casa, essi le avrebbero fatto come? a loro fosse meglio piaciuto, né il governo avrebbe avuto il modo di vigilarli. Oli sembrò una misura di prudenza, destinata a-portare buoni frutti il determinare, per ciascuna facoltà, un luogo separato (77) dove 1 professori si recassero a dar lezione in ore sta­bilite. Così, la scolaresca veniva divisa, in modo che il governo, trattandosi di alcuni determinati luoghi, che somigliavano più a. scuole private che a pìccole Università, poteva usare su di essi la necessaria 'vigilanza.
Un'altra restrizione dì libertà portata dal neo-cardinale fu il di­vieto agli esteri (Toscani, Piemontesi, Napoletani, ecc.) di iscriversi nette Università dello stato pontificio (78), poiché l'esperienza gli
(77) Arch. Stato, S, Oongr. Studi, Busta n. 1.0 Del. 12 settembre 183L
(78) Arch. Stato * ' Oongr. degli Studi, Busta p. 10 Congregazione XXXIV.