Rassegna storica del Risorgimento
FAURO RUGGERO, PSEUD. DI RUGGERO TIMEUS
anno
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1931
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pagina
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129
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caso sporadico che ho voluto accennare, perone presenta la prudenza caratteristica della politica lambrusehiniana j agli effetti pratici, tanto questo sistema che un altro assolutamente opposto sarebbero stati sempre inopportuni e impolitici : nessuno certo di; essi avrebbe aperto la via al ravvedimento dei novatori e avrebbe tolto ad essi 1*incentivo ad ostinarsi nella perversità . Il vizio non era in questo più che in quel modo di procedere* ma nel vecchio edificio, cosso dalle fondamenta, della sovranità temporale, che riposava SU di un principio ormai! tramontato. Di questo dissolvimento interno, il Nostro non si era naturalmente accorto, né di questo difetto organico dell'Istituzione poteva rendersi ragione la.- sua ineu-Salita di altri tempi. In una cosa soltanto egli non solo non è retrogrado, ma giudica anzi modernamente, in un problema che appassionava in vario senso anche i laici suoi contemporanei : la istruzione della donna (84). La educazione che si dava ad essa - - si parala, beninteso,- della donna nobile nei monasteri, gli sembrava, giustamente, assai utile per la parte della pietà, ma affatto negativa per formare delle virtuose e colte' dame per la società, e avrebbe voluto che a Roma si aprisse una casa per l'istruzione delle fanciulle nobili. Questo mezzo non gli pareva soltanto un giusto riconoscimento del bisogno di educazione, sentito da tutti i capi di famiglia, ma anche un atto di sana politica che avrebbe portato giovamento allo stato. Si sarebbe impedito, in questo modo, che i signori inviassero in Toscana 0 altrove le loro figliuole, in tempi in cui niente era pia necessario che la sorveglianza del principe sulle massime che regolavano l'educazione, affinchè l'un sesso e l'altro venisse formato con principi tali da garantire la loro costante devozione alla religione e al monarca, Non solo la Oorte romana, ma tutti i governi italiani di allora nutrivano diffidenza verso Patteggiamento particolare della Toscana in favore della cultura, ed egli perciò segue soltanto una tendenza comune a tutti i legittimisti (85). Questa severità, come la indulgenza del, granduca, non, approdarono a
(84) Arch. segir. Vat. Busta n. 2g:, m 'M
(85) Per lo stato pontificio non era 0 (mesto proposito di secondarla importanza anche un'altra questione: quella 1 in.i 117. i uria, per era lo stabilimento di una casa al educazione a Roma sarebbe stata Molto giovevole al bilancio governativo, perchè avrebbe fatto spendere nello stato quel .denaro che allora, per l'istruzione delle fanciulle nobili, era assorbito dai bilancio estero.