Rassegna storica del Risorgimento

FAURO RUGGERO, PSEUD. DI RUGGERO TIMEUS
anno <1931>   pagina <133>
immagine non disponibile

liti prcpuruziunc pMUw ' Oijfwal LamyriUìGln/i. 133
popoli, quella che talora diede anche luogo a gravi tumulti e disor­dini, fosse stata sempre il vedersi rendere la giustizia, senza quella severa imparzialità che avrebbe dovuto accompagnarla.
Le leggi dello stato pontificio si prestavano, per la loro poca chiarezza, a essere variamente interpretate, e il Nostro conveniva che sarebbe stato utilissimo diminare anche la possibilità dell' ar­bitrario ai magistrati, presentando loro una legge scritta, chiara, precisa, che dovessero applicare ai casi particolari, senza aggiun­gere, del loro, altro che il giudizio pratico che determina i rappor­ti delle circostanze di un caso particolare col dato articolo della legge scritta . Gli pareva indispensabile, allora, la pronta compi­lazione del codice civile e criminale o di quelli delle rispettive proce­dure. Se ai prelati convenisse, ndle provincie, unire anche alcuni giudici laici, egli lasciava, pei* allora, alla saviezza del Gabinetto di S. S. decidere; ina a ciò forse non era contrario, quando era ancora in Franda : il non pronunziarsi in proposito dimostra al­meno che non lo riteneva, nella peggiore delle ipotesi, quel gran male che gli sembrò, quando divenne, alcuni anni dopo, segretario di stato, e si affrettò, con un Editto, a rimettere tutto sul piede anti­co, togliendo quelle poche innovazioni che, al riguardo, si erano credute misure di savia politica dopo gli avvenimenti del '31 (94). Le massime che nd luglio 1836, appena sei mesi dopo essere asceso al segretariato, voleva si avessero in vista., nel governo politico del­le Legazioni, erano un po' diverse da quelle che, durante la sua min-zia-tura, aveva proposto (95). Non era contraddizione la sua: da semplice spettatore divenuto attore, direttore supremo della poli­tica pontifìcia, può darsi che come chiunque vive fuori delia-realtà restasse disorientato di fronte alle difficoltà materiali di
(M) Un editto, nel giugno 1886, dispose ohe le Legazioni tornassero a essere amo un felpate., come per lo Innanzi, la un card, legato, mentre dalle ìc4v: del *,.. j esse, erano ancora governate da laici, sotto- la sorveglianza di mi cord, commissario straord., sedente in Bologna, miglioramento temporaneo ma che ognuno sperava potesse divenir stabile Oronaca ital. dal 14 al 50. compilata da una società di scrittori - Firenze, Din! ed.* 1859 pag. 286.
(85} V./Prorarri: MtumU . tòoma. - Firenze Barbera 1861, pag, 64 e seg.r Lettera del Card. L. riservata ni solo uso degli Boemi Legati e prelatl-pro-legati nelle Legazioni . li 30 giugno '30 una circolare della Segr. di Stato abo­liva i commissariati nelle Legazioni : le corto, riguardanti questi commissa­riati* insieme con altre poco posteriori all'abolizione, tornarono, molto in di­sordine, a Roma : il documénto autografo inviato dalla S. Sede sta tra le catte anzidette /documenti del Cardinal Macchi).