Rassegna storica del Risorgimento

FAURO RUGGERO, PSEUD. DI RUGGERO TIMEUS
anno <1931>   pagina <134>
immagine non disponibile

*k Mark. AtttfmÌGttti. fjRmmpvolo
governo come pud Àurei pure - - e forse'questo d più probabile - - che riconoscesse pericolosi allo stato qnei provvedimenti che, anni pri­ma, e da lontano, aveva ritenuto utili per consolidare Pa-utorità del medesimo. Il consiglio che, tra gli altri, aveva dato, di spedire, ogni due anni, nelle provincie una commissione finanziaria mista (formata di un ecclesiastico e due laici) per esaminare sul luogo lo stato dell'amministrazione, intendere i reclami dei popoli, esami­narne i bisogni e riferirne all'Autorità] Superiore, onde farle adot­tare le provvidenze del caso, egli stesso dovette riconoscere che era, nell'appiinazione, ìc realizzabile, poiché i reclami dei popoli non po­tevano logicamente essere intesi da un governo che, per contentarli, avrebbe dovuto rinnegare se stesso. La presenza delle fazioni, giu­stamente secondo lui pericolose, qualunque ne fosse il colore poli­tico, rendeva nelle Legazioni difficile il governo : la sapienza di questo avrebbe dovuto nientemeno manifestarsi nel trovare i mezzi, coi quali riunire i legittimisti pontifici e L monarchisti in genere, conservando i primi e guadagnando a sé i secondi ; al terzo partito, formato di quelli che egli chiamava gli anarchici, si dove­va, da parte della, S. Sede, far guerra con la severità della rego­lare giustizia e con una sorveglianza attiva-, che li convincesse della forza del governo, il quale, pur conoscendone l'indole e i fini, non li temeva. Il risultato della politica lambruschiniana fu proprio opposto a quello che egli dai suoi provvedimenti si augurava.: soffio il suo governo, che il Bolton-King chiama sgoverno i partitì anziché sparire, continuarono maggiormente a dilaniare le Provin­cie dello stato della Chiesa, poiché il mezzo principale per guada­gnare tutti al governò il governare con imparzialità, non solo non fu mai applicato, ma si rese di giorno in giorno più impossibile. Ké la colpa era certo del segretario di Stato : l'organamento stesso del governo di S., S5 non consentiva riforme atte a diminuire, il malcon­tento ; esso doveva, per necessità, essere attaccato all'antico più di ogni altro governo legittimo, poiché alcune concessioni iche anche ai governi laici erano possibili senza togliere autorità al Monarca non potevano essere applicate nella corte di Boma, dove il sovrano era, nello stesso tempo, il capo della Chiesa Universale. Gli iute* ressi, i privilegi della classe dirigente non potevano essere spezzati, senza destare in essa una tempesta di malumori contro il governo, il quale, sé avesse perduto anche il sostegno di quella che formava la parte minima dei sudditi, sarebbe rimasto del tutto isolato. Il malcontento., da parte della maggioranza dei cittadini, cresceva, e