Rassegna storica del Risorgimento
FAURO RUGGERO, PSEUD. DI RUGGERO TIMEUS
anno
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1931
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pagina
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136
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i3 Mario, Ajfi/tQ?Ptotta Giampaolo
borbonico, dopo un atto di quella ferma autorità,, (the non gli pareva inopportuna, aveva contribuito a correggere -e i fatti lo mostrarono molte sue idee in proposito, ifel campo del principio,, egli rimase coerente a sé stesso, perchè non concesse delle savie e larghe riforme, con le quali, del resto, non si sarebbe lo stesso ragv-giunto lo scopo di mettere riparo ai mali del governo ; ma la sua indole religiosa diede al governo centrale di Roma un indirizzo severo, ed egli seguì, generalmente parlando, una politica: <]i tolleranza, cercando di evitare resecuzione di molte condanne è l'applicazione delle leggi del codice.
La sua nunziatura gli aveva dato modo d'accorgersi ehe anche per la S. Sede, sarebbe stato meglio transigere finché fosse possibile, e questo egli fece, sperando di porre un argine alla decadenza : d'altra parte, gli anni passati a Roma nella S. Congr. degli studi, dopo il. ritorno da Parigi, dandogli una visione più chiara, che prima non avesse, delle condizioni dello Stato, furono degna preparazione per la sua futura politica interna.
Il Bernetti, fautore di un sistema di governo più largo e di vife dnte più moderne, aveva fondamentalmente lo stesso pensiero dei suo successore sulle Legazioni. E' vero che egli aveva Cominciato a secolarizzarne il governo, ma in questione di principio era intransigente ne più uè meno dèi Lambrusehini : non a torto, dunque, egli parve nel '30 l'uomo più adatto a succedergli, nfè i una: imprudenza da parte di Gregorio XVI eleggere, in tempi tanto diffìcili, un Segretario di Stato, le cui idee erano fuori della realtà,, poiché l'esperienza acquistata era statai sun>eietie a persuaderlo .quanto fosse praticamente irrealizzabile l'intransigenza per sistema. Le istruzioni politiche e riservate >> (96) che nel '35 il Bernetti dette ai Macchi, nuovo commissario straordinario* somigliano tanto a quelle date, un anno dopo, ai Legati dal Mostro, die non mi pare infondato supporre che quest'ultimo, nell'indicare le massime di governo da aversi in vista nelle Provincie, avesse presente il foglio inviato dal predecessore. Questo riconoscere utili, da-parte dei duo segretari di stato, per la salvezza del governo, gli stessi vani provvedimenti prova che dalla sua decadenza ineluttabile il governo era costretto a non poter agire diversamente, e quando un governo, chiama debolezza la moderazione, dovere la oppressione, quando ,
(96) Ardi. Segr. Vat. - Segret. di Stato - Busta 105 app. n. 16.