Rassegna storica del Risorgimento
FAURO RUGGERO, PSEUD. DI RUGGERO TIMEUS
anno
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1931
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pagina
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138
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l38 Maria Antonietta (tiattipaolo
deranza austriaca lo urtajya a tal ségno, che ne volle impedire anche l'infiltramento economico nei domini di S. S.
Ogni piccolo stato vede con dispiacere la necessità di ricorrere, per aiuti, ad una grande potenza e cerca di liberarsene appena può : questo fece anche il .Vostro (08j : nel 1837 le società di assi* orazioni anzidette mossero lagnanza, all'ambasciatore austriaco presso la S, Sede, per gl'intralci che, da qualche tempo, incontravano le loro operazioni nei domini pontifici, dopo esservi state tollerate, di fatto, e in parte, espressamente autorizzate dal governo. Nello stesso tempo, un articolo nel Diario di Roma, (99) poneva i sudditi pontifici in positiva diffidenza contro le operazioni di qceste società. Motivo di tale procedere era il fatto, che una società di assicurazioni indigena si stava formando negli stati di S. Santità, ed essa aveva ricercato la privativa, temendo la concorrenza di quelle estere. Al Ijutzow, che gli faceva notare come attivazione della compagnia indigena non poteva togliere le concessioni fatte da vari anni a quelle autriache, il Segretario di Stato dichiarava, che ogni concessione agli esteri, di esercitare una speculazione lucrosa, doveva considerarsi sempre come temporanea (100), e che la revoca di essa era stata formalmente richiesta dai sudditi, i quali ne volevano profittare à proprio vantaggio. Aggiungeva che il privilegio, concesso a una società di sudditi pontifici, era un dovere da parte della S. Sede, come i (precedenti, indulti, concessi alle società austriache, provavano il suo personale impegno a ben meritare del governo e dei sudditi austriaci, ma giustamente, prudentemente e fin dove fosse stato possibile . Nello stesso tempo, impedì nel 1844: lo stabilimento, in Ancona, di un'agenzia estera di assicurazione pel ramo marittimo (101), per il pregiudizio che essa avrebbe recato alla prosperità e anche all'esistenza della società indigena, con danno dei sudditi che la componevano,*e con poco decoro del governo, che l'aveva formalmente approvata,;.
Altra prova del suo amore alla indipendenza della S. Sede, il Jvosfro la dette nel 1838, nel preparare con abilità e ottenere la partenza delle truppe francesi e austriache che dal '32 occupavano
(flg) V. Ardi. Segr. Vat. - Segrtìt. rll Stato - Busta 260 doc. n. 01727. (00) V. Diario di Boma del 16 maggio .1.837.
ftfoò). A meno che vi fosse una formale dichiarazione di concessione perpetua.
(LOpt) Arch. Segr. Vafc. - Segret. di Stato - Busta '280, doc. n. 68677.