Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; SICILIA
anno
<
1931
>
pagina
<
140
>
HO Maria Antonietta- Giampaolo
Il decretò reale- sembrava supporre il diritto che la (Mesa non potesse possedere, e Glie dal 1789 la Chiesa in Francia non possedesse più a titolo di proprietà., appartenendo questa allo Stato, il quale però le lasciava l'uso dei fondi addetti ai mantenimento del eulto, il Segretario dì Stato opponeva che, della sua proprietà iu Francia, la Chiesa non avrebbe potuto essere spogliata, in forza della legge del 2 novembre 1789, senza l'intervento delle autorità ecclesiastiche e che questa, nel concordato del 1801, aveva sanzionato lo spoglio non della proprietà in genere, ma solo delle alienazioni. Dumi ne fe Chiesa aveva la proprietà dei fondi, non Vwo soltanto, poiché, se così fosse, lo stato potrebbe, da un momento all'altro, spogliare la Chiesa da questo possesso e togliere, a suo piacere, dal regno il culto cattolico, il quale non potrebbe sussistere, senza i fondi necessari al suo mantenimento. E' importante notare che egli avrebbe fatto volentieri qualche sacrificio al governo di L. Filippo, che si trovava in grande imbar2o,, gr >sx fosse grattate di affare tempi-rale: ma poiché la questione era tutta di massmtè, gli sembrava tacendo, di mancare al grave debito di garantire la conservazione della S. Sede. E veramente ben diverso In il suo contegno, in questioni di natura non religiosa: nei }M la Corte di Roma- adottava a Civitavecchia nuove misure di polizia (104), per Gpi ì viaggiatori provenienti da .Napoli non vi potevano più sbarcare, qualora non avessero il visto del Nunzio di Uapoli ; all'Ambasciatore di Francia, che si lagnava di questo rigoi rispondeva che questa misura, che pei soli individui sospetti era stata istituita, si era estesa a tutti i viaggiatori* iu vista delle difficili condizioni politiche, pOHÉte essi avrebbero potuto, durante il tempo della fermata, avere in Civitavecchia commercio segreto con persone pregiudicate in linea politica o recare segrete sospette corrispondenze. Pur tuttavia e toner sta è una prova della sua tolleranza egli, dopo aver inteso il reclamo dell'ambasciatore francese, diede istruzioni al Delegato di Civitavecchia, perchè fossero ammessi allo sbarco anche i viaggiatori che mancavano del visto del Nunzio, picchè la polizia locale non riconoscesse, tra essi, individui sospetti.
L'avere egli mitigato il rigore delle forme voleva essere igti fjfcwo:' di prudenza, per non-cadere in disgrazia del gabinetto francese, e la prudenza, in qìxgì caso, era indizio di debolezza non da parte sua
(jO/Ji ,teh. Scgr. Vat. - Segret. di Sfato - Busta 261 doe. n. 43.390 g