Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DEPRETIS AGOSTINO ; SICILIA
anno <1931>   pagina <141>
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ma del suo governo, le Giri condizioni lo costringevano a non poter agire altrimenti.
Se il LambniseMni volle essere conciliante con la Fi'ancia, tanto più gli importava- di esserlo con Torino, la cui Gorte formava, con le altre sovranità politiche della penisola, una sola famiglia ita­liana (105). Cedere, nei riguardi del Piemonte, è importante, per­chè Carlo Alberto cercava di allargare più che poteva le sue man­sioni civili a danno della 8. Sede, e il Mostro diffidava del Ite Sardo, ma il contegno del re, molto riguardoso verso la S. Sede, lo costrin­geva a essere sempre -complimentoso e deferente con lui, gettando sui suoi ministri la responsabilità di qualsiasi atto del governo tori­nese, che mirasse a dare allo Stato funzioni die prima esso non ave­va. Tei' un riguardo personale verso il Re, il Segretario di S. S. si mostrò molto contento, quando seppe che (106) l'arcivescovo Fran-zoni aveva ritirato la lettera insolente che aveva scritto ai nuovo Reggente dell'Università, Conte Alfieri di Sostegno, in risposta alla pregliiera di costui di esporgli le sue idee circa .le riforme univer­sitarie, n contegno del Franzoni aveva fatto andar sulle furie Carlo Alberto, sicché quando il Nostro fu informato che l'Arcivescovo si era indotto a togliere Ig cause, da cui la irritazione di Sua Maestà era stata provocata, gioì e nel manifestare al nnnzio (rizzi il suo compiacimento, perchè tutto si fosse risolto bene, gli raccomandava di non desistere daU'esercitare, il più che potesse, nell'avvenire, il ministero della pace (107). E' da notare che ciò accadeva nel gen­naio '45, quando la calma apparente che regnava dal '32 era stata turbata dai moti di Savigno, e maggiori avvenimenti si apparec­chiavano. Che una vasta cospirazione italiana si andasse preparan­do, il cui criminoso disegno era di sollevare tutta la penisola e pro­clamarvi la costituzione, L. sapeva ufficialmente, per esserne stato avvfifctzcto, nel Nt,; dal tìizzi, Sanzio allora a Torino, con un estratto di lettera del reggente il consolato Sardo a Barcellona, che a nna prossima insurrezione si riferiva. Se egli avesse meglio capito i suoi tempi, appunto per questo suo carattere più largo, la cospira­zione avrebbe assunto maggiore importanza ai suoi occhi; proprio per questo, invece, non gli sembrava si dovesse dare gran calcolo a
(103) V. Appendice doe. n. 7.
(100) V. per maggiori schiarimenti In Civiltà cattolica del 3 marzo 1928, jmg. 393 e seg.
(107) Ardi. Segr. Vac. - Segret. di Stato, Busta 257 doe. n. 48635 - 0.