Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA
anno <1931>   pagina <151>
immagine non disponibile

La prefmzivtom piffifam dol Cavameli LamhrmcMwi *5'
In guanto nazione, con questa dl.uwcuza pero che la Frauda ha un sol go­verno, laddove l'Italia ? divisa in pi'O sovranità separate; che queste, ri­guardate come governi amntinJst?ativL sono tra foro divise e indipendenti le une dalle altre, ma che, considerate enne sovranità polìtiche, formano una sola famiglia italiana, i di cui membri debbono In MIHO li bisogno prestarsi reciprocamente soccorso e aiuto; che questo patto e queste scambievoli ob­bligazioni tra l governi italiani non avevano bisogno di essere né stipulate uè scritte, venendo determinate da un patto tacito di famiglia e sanzionate dallo stesso gius naturale. Ohe il non voler riconoscere questo principio nel caso in discorso sarebbe stato lo stesso che non voler ammettere i principi fonaervatorl della società.. Donde io conciliasi che in forza delle enumerata osservazioni era dunque evidente che l'Austria aveva e il diritto e la stretta tfìMtffafoaaff- di volare: al nostro soccorso, onde. 'Spegnere subito il fuoco della rivoluzione ove si era manifestata. Essa ne ha il diritto, in quanto che se non fa prontamente cessare l'insorta ribellione negli stati modenese, parmi­giano e pontificio, comprometterebbe evidentemente i suoi stessi interessi, poi­ché lascerebbe organizzare sotto i suoi occhi una fazione che tende a usur­pare i nostri non meno che i suoi possedimenti italiani. Ne ha poi la stretta obbligazione perchè mancherebbe ai doveri di buon; pinato e al patto di fami­glia, se, avendone 1 mezzi, ricusasse invitata! =- di venire al soccorso di un sovrano suo confratello e connazionale ehe geme sotto il fuoco della rivo­luzione. Io lasciai cadere nel discorso a bella posta questa ultima proposi­zione, coll'intenzione di scoprire quale impressione produrrebbe qui il chia­marsi da noi 11 soccorso della armata austriaca'. Ebbi luogo di rimaner con­tento del mio tentativo. E Re... disse: Ma, signor Nunzio non sembra tanto evidente che l'Austria abbia il diritto che voi le riconoscete . Io risposi che non poteva l'Austria, In ossequio di un principio inammissibile, sacrificare col nostri anche i propri interessi. L. Filippo allora fece cadere il discorso... j ..-i.;-.vrr..;> Rimase impensierito e io lo consigliai, per riparare al male che a tatti aveva fatto il principio del non intervento, d'intendersela con l'Austria e far sentire a tutti che si era male interpretato tale principio, il cui fine era di conservar la pace, non incoraggiare le rivoluzioni, e che l'Austria stessa* prenda dunque le misure <ehe giudicherà convenienti, d'accordo coi governi Italiani, per mantenere la loro sìcurezfe- H Re disse che no avrebbe parlato con Sebastiani. fya. mibf opteione dopo il discorso e 11 contegno del Re è che chiedendo la' . Sede: pronti soccorsi all'Austria, la Bianchi potrà avere l'aria di disapprovar la cosa, ma non vorrà per questo rompere la pace con alcuno. Inebi ecc.
Arco. Segr- Vat. Segr, di Stato Proc. Poi. busta 165 doc. n. 673.