Rassegna storica del Risorgimento
SICILIA
anno
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1931
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pagina
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154
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<54 Maria Antonietta. Giampaolo
governo attillile della Franchi non possiamo che spettarvi del txuili? e Subbiamo tutto temere lucili, ecc.
Are, Segri. Vate Segr. di Stato - Busta 105 Precessi Politici die. . 67ft.
Doc. ft, 0
JxBttQra tei. cifra del IL ffJto Set/morto- di Stalo tei data 28 FVbraio ISSI.
il giorno dopo la :OOnfèrenza tra Appony e ÉÉbasHaui quest'ultimo annunciò all'ambasciatore di avere spedito un corriere a Vienna... per annunziare a iffetternieb che la Francia intendeva di sostenere fi principio del: n.i., ma che non essendo per altro sua intenzione che esso serva u favorire le rivoluzioni, proponeva al Gabinetto di Vienna se, quanto agli stati pontifici, voleva aderire al progetto di stabilire una conferenza delle due Córti a Firenze, dove la Francia, spedirebbe (disse) un uomo conciliativo per vedere quali consigli dovessero darsi ai governo pontificio per rimediare ai difetti di amministrazione dèi paesi rivoltati con la dichiarazione per altro che si dovesse conservare intatta l'autorità temporale del S. P., senza la menoma detrazione. D'ambasciatore rispose che non aveva su ciò alcuna istruzione e partecipò a me questo. Io gli dissi: che la Francia aveva assunto il principio del n.i. per intervenire essa sola di fatto negli affari 'di tulli I governi e lo Interrogai, se si pretendeva forse di indurre li S>, Wi. a dare alle jpróvineie ribellate una costituzione, soggiungendo che questa era incompatibile coi nostri principi, con la natura stessa del nostro governo, e che in ogni caso il tentativo riuscirebbe inutile. L'ambasciatore replicò che, per quanto aveva potuto conoscere, non si trattava di costituzione ma di istituzioni relative all'amministrazione municipale e principale e mi chiese cosa io ne pensassi. Io risposi col far osservare: 1) che fé nostre legazioni e Provincie non avevano alcun motivo di lamentarsi del governo pontificio, il quale se aveva un difetto, era quello di trattarle con troppa paternità ed indulgenza, di cui non fecero altro che abusare, come l'esecrabile fatto lo dimostrava. 2) Che S. S. aveva già esternata la determinazione di esaminare se vi fosse dei miglioramenti da fare e di volerli effettuare. '.) Finalmente che lo non mi permetteva di interloquire in questo: allure... ma .polche egli mi chiedeva la mia opinione particolare, questa era che l'Austria, invitata, poteva, .e per ifeftolo buon, vicinato, doveva entrare nelle provinole rlVoltttté dei domini di/ Ni; -.- .per reprimervi la rivoluzione, ma che ninna potenza aveva li diritto. 3f inMtòfcblttrsi nel l'interna nost amministrazione.!..* Appony dose: ... spero che il corriere spedito a Vienna non giungerà lgftemr pò. Sebastiani serba meco su ciò un rigoroso silenzio... perchè vede che non farebbe buoni afEaxlSj tórtièee fe.tpiga> nascostamente col gabinetto di Vienna.