Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA
anno <1931>   pagina <157>
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magne le cose aurtavano al piò male, peroni gli scellerati portavano l'infer­nale loro audacia all'eccesso, audacia ripigliai io, sostenuta dal principio della pretesa non intervenzione' e delle delittuose promesse della propaganda di ritti. Ma egli poi vero die voialtri avete ifalto un trattato con l'Austria? Risposi non essere io informato di alcun trattato recente, saper beasi che il più sacro dei tìtoli e la più imperiosa necessità aveva obbligato li S. P. a domandare soccorso e soccorso pronto all'Austria, che è la sola che possa accordarcelo come confinante' con noi, per far cessare la ribellione e l'assas­sinio dei ribelli. Il ministro, mostrandosi di ciò malcontento, disse cne le con­seguenze avrebbero potuto essere forti, e mi parlo di cannone, ossia di guer­ra. Io risposi risentito che non sarebbe stato certo un bel motivo di guerra da parte della Francia dichiararla all'Austria pel soccorso prestato al Papa in circostanze si critiche. Gli parlai allora dello scopo prefissosi dalla cospi­razione dei Buonaparte, attori primari in questa scena, dei mezzi iniqui che adoperavano per ingannare i popoli, dell'abuso strano che facevano della pre* tesa protezione di questo governo, e che interesse e l'onore della Francia
esigevano che lasciasse metter termine a una rivoluzione cosi mostruosa e
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brutale.
E qui, con un poco di emozione, soggiunsi cosi: o la Francia-Intende che la S. Sede perda i suoi domini temporali o no : se ;Sl, io vi dichiaro franca­mente che noi ne' vogliamo né, per l'interesse stesso dell'indipendenza del governo della Chiesa Universale, dobbiamo esporci a una tale perdita, che saria pur anche fatale alla religione; se poi la Francia pensa altrimenti, come me lo avete tonte volte dichiarato, perchè mostrarsi malcontenta dell'uso di questi mezzi che possono sol condurre noi al fine? Il ministro mi disse al­lora che non si voleva qui che l'Austria avesse una si grande influenza in Italia e qhe almeno la Francia avrebbe voluto prendere parte all'affare. A questo io repijieai;:: che il timore dell'allegata influenza non poteva nel caso presente aver luogo, giacché, si trattava qui solo di un semplice sussidio mi­litare e questo temporaneo ; 2) che il gabinetto del Palazzo Beale poteva con­tare sulla indipendenza della S. Sede, la quale ;era non solo nel nostro inte­resse, ma ben anche nello spirito, nelle massime e nei sentimenlti di S. Si*
Finalmente che se la Francia desiderava di prender parte alla repressio­ne della ribellione tra noi, afe aveva facile il mezzo E come? disse il ministro Eccolo * - io, soggiunsi - Tre anni sono, la Francia deliberò li oc­cupare la Jtforea, l'Inghilterra non aveva truppe da confondere con le Fran­cesi e con tutto tg*>; per salvare- kporprio onore,, volle prendervi parte e ve la prese di fatto coli'approvare la spedizione operata dalla Francia, e coll'of-frirle dei bastimenti regi, ove bisogno ne avesse. Perchè non potrebbe far lo