Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA
anno <1931>   pagina <163>
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La pfparmiom {fffMliióa del Cardinal Lambnischmi 163
TI presente lavoro ricostruisce del card.. hainltrmchinS la parie pia inte<-ressanto della sua vita: i precedenti politici: delt'nUimo segretario di Stato di Gregorio XVJ spiegano on chiarezza il sito ulteggiammito, posteriore, come frutto della esperienza acquistata attraverso due IncarletiA ifìw erano i migliori per formarlo alla visione delle direttive da seguire neJValto ufficio che fu destinato a reggere, À Parigi come. Nunzio, a Roma uelìa 8. Qqngr. defili Stndi/re pi'it, fowM. alla direzione suprema della polìtica pontificia. egW svolse, sviluppò, modificò il suo pensiero politico verso <wu unico fine: soste-ìwre l'autorità tem ponala e spininole della 8. Sede. Il suo decennio di prepa-razione .?' esplicò in anni, gravi di avvenimenti importanttesinvt, e dei sitai tempi egli sentì tutta la difficoltà: dove àHngannù fu nel credere la crisi pas-seggìera, e da, ciò l'ingenuità di alcune sue affei'Vìastoni.
Egli criticò giustamente il governo di Carlo ,, ma s'ingannò .nel ritenere, che una politica diversa da parte del re uivréltbe a mio diverso, risultato. Ugualmente nei riguardi di ù. Filippo; avrebbe voluto clic le potenze .non lo riconoscessero, 0 che almeno avessero un- contegno rsertìato con lui; non pensava che l'universale riconoscimento era Veffetto non la causa di un rin­novamento che era già avvenuto.
Riguardo poi ai disordini nelle Legazioni, egli pensò, ohe l'intervento del­l'Austria che, come potenza italiana, ne aveva non solo il diritto, ma il dovere fosse il gran mezzo per farli cessare, e difese dagli attacchi pari* Sfini gli Editti del 14 e 30 aprite, ma riconobbe che essi mancavano di quelle viste larghe, richiesta dalla gravità delle circostanze.
Nella 8. Oongr. degli Studi egli portò grandi restrizioni di libertà e una maggiore sorveglianza sugli studenti e i pru/v: tutto questo sembrereìibe do-ver avere come' conseguenza, nella applicazione pratica, wn> stewa dì go­verno fondato sulla più pura intransigenza : ma non mvimo aveva egli pas­sato tanti anni sempre Un mèzzo alla politica* e quéB4 stesse riforma qhai durante la sua nunziatura, riteneva necessarie nelle Legazioni, egli .sitìepsù. non- applicò quando giunse al podere, e in pmMca fu tollerante.
L'atfepffiamento risoluto vero fusifàla, 4h tolterattza con lo stesso L. '0jk lippa su affdirl tbmporali, la politica conciliante verso la Corte torinese, ? dimostrano peloso sostenitore 'delta dignità pontificia ma, nello stesso tempo* uomo di criterio, tiko - - qualóra non vi fossero di mezzo questioni di priMi-pio religioso sapeva cedere e anche oon garbo.