Rassegna storica del Risorgimento

MIELE ANTONIO
anno <1931>   pagina <204>
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2p Giuseppe Leonida Capohianoo
le conseguènze del processo e Je persecuzioni poliziesche tino a quan­do i nuovi destini d'Italia non vollero redento il Regno delle. Due Sicilie dalla dominazione borbonica.
Alludiamo ?:ad Antonio Miele j condannato; aò" otto anni fi ferri duri, già Vicario Generale dell'ArcMdiocesi di Gonza e Campagna, Deputato al Parlamento Subalpino nel .1861, valido collaboratore di Pasquale Stanislao Mancini per la Lmpilaztaè delle leggi ec­clesiastiche durante Ha dittatura di ÌSariibaldi in Napoli e promo­tore delPUnione del Cièco Meridionalt' intesa a conciliare le sim­patie del :OMi?p' meiddionale, ritenuto allora borbonico, a favot'e- 'del-PUnita italiana e del m liberatore littorio Emauuele H.
La singolare figura di questo sacerdote, che sentì così nobil­mente ed altamente l'amore di Patria, merita di essere ricordata in questa ràyistia. insieme ad alcuni documenti inediti per il grande interesse che aiveston rispetto:: aliai istoria politica d?Xtalia.
CESOJO BIOGRAFICO.
Antonio Miele nacque in Andretta il 23 febbraio 1813 dall'a vr. Giuseppe e dalla signora Isabella Alvino, figliuola prediletta del Maggiore Alvino, uno dei veterani della rivoluzione del 1821. Adole­scente, venne mandato nel seminario di S. Andrea di Gonza," dove, a soli 18 anni, raggiunse la cattedra di eloquenza latina ed italiana. Accolito appena, dette alle stampe un volumetto di poesie latine ed italiane di forma classica e di calda ispirazione. L'ingegno vera-, mente precoce e le altre doti eccezionali lo portarono alla nomina, con dispensa, data la giovane età, di Canonico della Cattedrale di Gonza. Successivamente fu nominato arciprete di Andretta, esami­natore sinodale e vicario generale, come abbiamo detto, dell'ArcM-diocesi di Gonza e Campagna.
Là carriera sacerdotale, nella quale aveva esordito sotto così brillanti auspici, venne interrotta alla-vigilia della nomina regia a Vescovo, in seguito agli avvenimenti del 1848, poiché il Miele venne riconosciuto come uno dei principali promotori della Setta; L'Unità Italiana ,