Rassegna storica del Risorgimento

MIELE ANTONIO
anno <1931>   pagina <206>
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ita., e e avete coscienza ed onore, dovete man tenerla e difenderla lino allattino sanane, e non dovete sentire quelli scellerati, he non la vogliono perchè con la vera costituzione non possono re quello che facevano; non dovete sparare contro il popoli, ohe gi-ida viva la Costitazione .
Il proclama in parolii. come si vede, difendeva lo; Costìtnafone contro coloro che miravano a sopprimerla.
Allo interessante proclama venne -poi pubblicato nello stesso periodo di tempo ed è rivolto alla truppa e al Popolo , ma è prin­cipalmente diretto alla prima. Premesso <'he chiunque non soc­corre la sua patria è uuo sconoscente, un tradì tore* nemico dei suoi fratelli e di sé stesso , domanda : che chiede mai la Pa­tria? e risponde giustizia e carità, o soldati. quella giustizia e carità, che anche voi stessi chiedete e non trovate; quella giustizia e carità, che e fonte di bene Ài gloria, di pace t* '!> ricchezza . HB qui comincia a far l'elogio del governo libero, Che assiciìfci .esso. dice ogni benessere materiale, come e sopratutto i vantaggi spi­rituali derivanti dalla giustizia À dall'amore verso l'umanità.. Con fa scorta del Vangelo e con esempi'tratti dalla storia (San Marino, Venezia, Genova), dimostra la; libertà eonciliabilc con la, diviilìi la Chiesa.
Come Dio ha creato M -governo assoluto coi JJe, ha creato an­cora il governo libero coi rappresentanti del Popolo . In altre pa­role, l'origine prima della sovranità sta in Dios che però ne ha tra­smesso: al Popolo l'esercizio.
IL PROCESSO DELIA UNITA' ITALIANA ,,
Nel processo che seguì, dopo il fortunoso 188, il tipografo che lì stampò, Gaetano Romeo, fece il nome del Miele come di colui che gliene aveva flato l'incarico pei?' pubblicarli. Specialmente nel secondo proclama, si vede lo stile ed il pensiero del giovane sacer­dote giobertiano, il quale scrisse anche il OateoJrismo dell'Unità Italiana' e la Risposta alla, lettera dal Colonnello Pepe , in cui, sulla fine del marzo 1848, ruppe una lancia a favore della riforma dello Statuto napoletano, schierandosi con la parte radicale di Au­relio Saliceti e di Raffaele Conforti.