Rassegna storica del Risorgimento
MIELE ANTONIO
anno
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1931
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pagina
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209
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Antonio Miele nella storia del Risorgimento Italiano 209.
dette elle non si fossero condannati in base a semplici presunzioni uomini, presso i quali nessun documento, nessuna calta venne sorpresa che attestasse il reato di Setta. Le vittime di tale insano procedimento e i loro amici reagirono non senza cadere in esagerazione coniati i persecutori e ottennero lo scopo di mettere i Borboni al bando del mondo civile.
In modo particolare, il processo delMnita contribuì a rendere tesi i rapporti con l'Inghilterra. 15' noto che Lord Tempie, accompagnato dal Pagarli, assistette assiduamente alle udienze .
Il Paladino, parlando delle ripercussioni della condanna, così continua : Poi vennero le pubblicazioni gladstoniane e il processo degli unitari tornò in ballo. Il Presidente dei Ministri Fortunato dovette ribattere gli attacchi dell'uomo di Stato inglese e giusti fi-care la lunga durata del processo, i metodi tenuti nel compilarlo e il modo in cui erano trattati i prigionieri. E intanto quasi contemporaneamente il Principe di Castel Cicala, rappresentante del Governo napoletano a Londra, avendo chiesto allora a Berdeen, lo scopo pratico che il Gladstone si proponeva con la sua campagna e il perchè ei tanto strepitasse minacciando di portare la questione alla Camera dei Comuni, si sentì rispondere che l'autore degli attacchi al Governo napoletano esigeva la liberazione del Poerio e che si sarebbe stato zitto, se l'avesse ottenuta.
La notizia della ingiusta condanna oltrepassò dunque le Alpi e giunse di là dalla Manica suscitando il risentimento, di nn paese, in cui il pensiero era sciolto da vincoli e che possedeva una buona dose di forza per farsi ascoltare .
Ma l'effetto più grande, che derivò da tale processo, fu che il sentimento unitario si propagasse in tutta l'Italia e che apparisse lampantemente, agli occhi di tutti, come l'unificazione della Patria non potesse compiersi con la guida del Pontefice, come il Gioberti aveva fatto sperare, e neppure con la conversione dei Borboni alla causa della libertà, ma sibbene sotto lo scettro e col valido ausilio del piccolo Regno militare del Piemonte. Ripetiamo qui una nostra vecchia convinzione che, cioè, furono precisamente i patrioti napoletani, trasferitisi nel Piemonte, a dare forma concreta e sicuro inizio al processo di vera unificazione politica contro le tendenze prevalenti nei liberali conservatori del Piemonte, che non andavano al
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