Rassegna storica del Risorgimento

MIELE ANTONIO
anno <1931>   pagina <211>
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Antonio Miele nella storia del Rimrf/imento Italiano MI-
Bai Carcere di S. Francesco, 155 febbraio 1851.
Cara sorella, fra poche altre ore partirò per la isola di Veutotefle, Io parto colla certezza della mia coscienza, scevra di delitti, e questo solo mi conforta. Ninno, mi può rimproverare di avergli cagionato alcun male. Forse 11 Cielo vuole i miei patimenti In grato olocausto. Noi non siamo più divisi, da un lungo tratto di terra. Vi è anche l'immenso spazio di 60 miglia di mare. Ma anche in tale lontananza il mio onore batterà più forte per i miei cari genitori, a me oltremodo dilettissimi, per voi, per Peppina, e pei fratelli, pei nipoti, per la cognata. Io vi sarò sempre presente nel pensiero, ed il duolo dell'esilio verrà così in parte alleviato. Se mai poi siano più grate, ed accette* le preghiere di un fratello così malmenato dalla sorte, l'unica cosa che vi rac­comando è quella di pensare a non dare ombra di disturbo ai comuni geni­tori. Sorreggeteli nella comune disgrazia, aiutateli, confortateli, ed amateli più di ogni cosa. Per quante lagrime hanno sparso per me ! Quanti crepacuòri, quanti stenti, quanti sudori! La casa nostra è scossa dalle fondamenta, e chi sa se più potrà resistere all'uragano minaccioso!!
Ma se tutto crolla, non crolli mai, cara sorella, la virtù, né la probità, né l'onore! Purché queste cose siano salve, non vi dovrà dispiacere anche la vista della più desolante povertà.
In quanto a me, io parto con poche somme, che mio padre, ahi, disgraziato padre, ha potuto trarre da pochi oggetti pignorati. Egli avrebbe atteso, che voi foste stati più solleciti. Fategli subito pervenire dei ricapiti. Slate tea voi, mia cara sorella, uniti. Non vi sia divisione nella mia famiglia; e pregate Dio, che ci dia coraggio, e forza nel soffrire le disgrazie. Si, pregate incessan­temente ed in questa preghiera sarò io in. mezzo di voi. Voi avete il mìo ri­tratto nella tela, ma io avrò il vostro nel cuore. Sotto questo ritratto, voi unitevi a pregare. Dio mio! Dà coraggio, dà pazienza, dà virtù ai miei cari genitori desolati, ed al desolati fratelli miei. Sana, o Signore, le loro piaghe e ritrovino in te il più dolce conforto nelle pene, che soffrono I
Ringrazia poi da mia parte il caro Gasa, de B. e tutti gli altri che hanno preso per me tanta cura. U Cielo non ha voluto, che torni subito il Pastore in mezzo alle pecore. Sia benedetto Dio! Ma Dio non ha voluto pure che resti dall'uffizio di Pastore. Da lontano a lui li raccomanderò, e dirò be­nedici Signore le mie pecorelle, -é- fa ette non siano preda dei lupi. Si in ogni mattino nel sacrificio della messa li raccomanderò al Signore, come racco­manderò tutti 1 miei cari congiunti.
Addio, mia cara sorella. Vi stringo tutti, tutti al cuore. Possa il Signore benedirvi, consolarvi, e darvi 11 suo celeste sostegno.