Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; PARLAMENTI ; SICILIA
anno
<
1931
>
pagina
<
214
>
**4 Giuseppe Leonida Qapobianco
Verso i primi di agosto, il suddetto Comitato inviava quest'altro dispaccio: Fratello... Il Comitato Centrale di" Napoli vi dà il mandato di aprire la corrispondenza con Rapolla per comunicare con la Basilicata. Del fatto mi darete conoscenza per riferire al Centro di azione ecc. Savanarola .
Non è qui il caso di accennare all'opera di Camillo Miele, fratello di Antonio, poiché ci mancherebbe lo spazio per illustrare quanto egli fece, d'accordo col Carbonelli, col De Marco, col Brien-za, col Mignogna e con l'Albini per far insorgere la Basilicata.
INAZIONE DEL CLERO VERSO IL NUOV RiEGIME.
Il 7 settembre 1860, Garibaldi entrava trionlalmente in Napoli, ricevuto dai più eletti patrioti, tra i quali era Antonio Miele. QuGr sti, che era animato dai più nobili sentimenti, si consacrò con vero entusiasmo ad una nuova importante missione, richiesta dal suo particolare stato di sacerdote e di alto dignitario ecclesiastico.
Égli aveva ricevuto Garibaldi, uoii solo coinè vècchio patriota, ma come rappresentante dell'Unione del Clero meridionale j associazione che si proponeva di combattere le tendenze reazionarie del CHerO e Vìi ricondurre la religione alla sua primitiva purità,; cioè ai primi cinque secoli della Chiesa.
Non vogliamo qui illustrare ampiamente il significato di tale movimento, che ebbe l'intento di conciliare al nuovo regime le simpatie del popolo quasi tutto religiosissimo e del Clero, ritenuto allora ostile, a favore del nuovo regime. Pubblichiamo, per la prima volta, il Prograrivrnfi; lo Statuto di detta Unione, redatto dal Miele, in appendice al presente lavoro affinchè ne resti traccia negli annali del Risorgimene Italiano.
Merita particolare rilievo il contributo dato dal Miele alla compilazione delle leggi circa i rapporti tra Chiesa e Stato, durante il periodo della dittatura in Napoli.
La politica richiedeva che un alto dignitario ecclesiastico avesse fatto ovazione al nuovo potere civile d'Italia e furono prescelti Monsignor Caputo Vescovo di Ariano (che la voce pubblica, sempre incontrollabile additava come avvelenatore di Re Ferdinando) nella (qualità di Cappellano Maggiore (ili 8. M. Vittorio Emanuele II Re ltal;ia, e l'Arciprete Antonio Miele come archivista e segretàrio: