Rassegna storica del Risorgimento

1820-1860 ; SICILIA ; GIOVANNI DA PROCIDA
anno <1931>   pagina <219>
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Antonio Miele nella storta del Mworyintento Itu-liano 219
perocché al dir del Verbo di Dio, in tal maniera muglio si vedrà perfezionata la legge di Carità e di Giustizia, Né a questo modo, ragionando si vuol parlare di domimi e di morale che rimangono inconcusse fra le tempeste del Campo sociale. La religione di Cristo pura della sua primitiva evangelica sempli­cità, bella del suo eterno candore, e circondata del suo divino paludamento è sèmpre ferma come la Ohiesa che posa sulla pietra angolare, che è Cristo stesso, e che brilla nel monte mistico d'Isaia di tutto l'oro finissimo di Olir. Non è già quistione di questa solenne verità. Ma nel correr dei secoli, ma nello scono cui tende la civiltà progressiva, ma no II'armonia della ragion civile con la canonica per le cangiate condizioni dell'Italia, si potranno mai rispettare guei concordati che sancivano 1 Pontefici di Roma, e certi Stati che sono scomparsi?: Si può stare a quella disciplina ed a quelle concessioni che avean per base l'assolutismo II più vergognoso? Donde dovrà venire il rimedio, ed il movimento che satisfaccia la nazione?
Ognuno sa come l'alto Clero, o Illuso, o sedotto per favorire un sistema dispotico di proprio vantaggio, messo al bando di tutta l'Europa, abbia trasci­nato dietro di sé e preti e frati, sicché tutti percossi da anatema politico fu­rono creduti pienamente ostili alle libere istituzioni del popoli, a quella li­bertà, a quella fraternità, a quella eguaglianza che rimanevano stigmatizzate nel cuore delle genti sulla Croce del maestro divino. Intanto la parte più sana del corpo degli Ecclesiastici cui era in odio il tornaconto dell'alto Olerò e suoi proseliti ripudiava, combatteva quel principio di dispotismo che si esercitava a nomerà Dio da ehi con lo spergiuro nell'anima dleevasi re-gnare tn questo nome usurpato che non era né di Dio, né del suo Cristo, e restava attaccato' incrollabilmente al suo augusto tipo di verità ed; a quella civiltà che progredendo a vita novella in fondo non era che lo sfondo della dottrina di Gesù Cristo. Quindi questa parte di Olerò forte in tale santissima fede fu segno dì tutte le persecuzioni pseudo-teocratiche-pólltiche, soffri dure privazioni, e stretto da catene gli furono dati esili, carceri, relegazioni, erga­stoli, e quanto di atroce seppe; Inventare una tirannide efferata,
Eran cosi i martiri della nuova'èra riproduzione vera di coloro che nella prima età del Cristianesimo col Vangèlo nel cuore e con la lingua a penna di fuoco sostenevano la purezza di quel sistema In cui risplende la sublimità di Dio nella semplicità dell'uomo, e la Divinità del sentimento nella schiet­tezza della parola. 19 questo suitema sì riassumeva in due parole - - ffatòtù. di Dio - eguaglianza fra gli 'uomini, amore, di Dio sopra ogni cosa, ed amore della umanità ligata in solenne svìncolo M fede, d) speranza* di amore. Siegue da ciò che solo questa èlflffe PtrttP fifó'l OlesoiVeui rnn. dietro altri generosi Ecclesiastici possa bene in questi tempi nuovi, senza tema di essere creduta