Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <165>
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avevano le migliori qualità della rasjzà, non aduggiate da quelle che sono 1 deficienze del temperamento toscano. Soprattutto nel tentativo di co­gliere l'essenza del carattere e -quindi le ragioni dei vari atteggiamenti di Giuseppe Montanelli, più complesso e difficile a giudicarne la condotta, Rivela l'alta mente, la dirittura -del giudizio e là dottrina profonda di Agostino Qorf, a cui è giuocofbrza riconoscere il merito d'essere splen­didamente riuscito a tracciare un poche pagine quanto'Mmeglio e di pia assennato si poteva,.aìre dei treconimemorati. Questa, è quindi una com­memorazione òhe esce dall'ordinario, e che perciò rimarrà indubbiamente. Accurata, precisa, utilissima la nota bibliografica dovuta a Ersilio Michel, la quale chiude degnamente il volumetto.
fisa, geminili 1914.
AGOSTINO SAVEÈCÌ.
ADOLFO SASSI, Notizie e documenti jter la storia fieli? wltì/ma insurrezione romana (1867-1869). In Romaj '. gora della E. Società Bomana di storia patria, 1913, pag. 111.
L'11 dicembre 1866,. cne segna la partenza delle ultime truppe fran­cesi da Boma, in .adempimento alla Convenzione: idei '4,: è la vera data con la quale si iniziò l'agitazione per P ultimo moto nella decretata ca­pitale d'Italia.
Gli albori- dèi 1867- si disegnavano ben tenebrosi per la corte papale, benché nel regno di Vittorio e nello Stato romano-non fossero molti coloro che desiderassero perturbamenti, quando proprio la Francia compieva un suo dovere. Ma il Pontefice. olle non accetto mai il trattalo dei 15 set­tembre nelle sue, allocuzioni1 'e l clerajsjgli nella stampa, arrabbiati per l'isolamento innegae in ut erano lasciati, .gridavano al tradimento di Napoleone. Uls, ìttfensora Mlftto dell' integri.' tef ÀetóM ìÉnasti alla Chiesa} tanto che, se 1 romani Avessero, da soli abbattuto 0 governo della Santa, Sfide, il principio della nazionalità avrebbe vinto netìJanimo dei Cesare ex-carbonaro, ma d'altra parte non in quello del governo e dell'opinione pubblica iMese- ohe. interpretavano la Convenzione, come la rinunzia dennttiva dettali* alwftj, ohe volevano posseduta sempre dal Vicario di OristOi non desiderando: dfa> -il. regno sabiiudò si jjgr* casse ancora materialmente e nioralmonté.
Le aspirazioni tnmnltuanti del partito garibaldino sarebbero- state da temersi solo quando fossero aiutate dal Governo italiano e tollerate oltralpe; escluso., questo Jerlcolo, Pio IX poteva chiamarsi sicuro del