Rassegna storica del Risorgimento

MARONCELLI PIERO
anno <1915>   pagina <653>
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Brieiole MaronoeUiane 056
lera le nostre debolezze, per quante sieno state dall' infanzia in poi. Confidiamo in lui, e vediamo d'esser migliori almeno negli ultimi giorni della vita.
Permettimi, un consiglio, una preghiera. Piti d'una volta mi recò dispiacere l'udire che tu non sai limitarti a ragionevole eco­nomia. Questo difetto fu nocivo a te in Parigi, e diede occasione a biasimo, il quale, peraltro, io credetia esagerato. Ti fu nocivo por costà1, a quanto mi venne riferito. Egli era il difetto del mio povero Foscolo è n'ebbi pur troppo la parte mia, onde ne sono giudice indulgente. Deli! correggitij l'uomo può sempre non la­scia rsi dominare da quella tendenza che tutti abbiamo ad un po' <ìi soverchio lusso. Sappi metterti in giusta regola di spesa per avere maggior pace ora e negli anni di vecchiaia. In ogni altra cosa, so che ti regoli bene, ed il mio cuore ne gode. Vorrei che tutti amassero te, come io t'amo. E sì, t'amo assai, non ostante quel tuo ingegnoso, ma disarmonico libro delle Aàd-Mom, ove più cose ti furono dettate dalla fretta, dalla passione e da erronee ipo­tesi j su del che ricevo continui rimproveri, quasiché io fossi par­tecipe di quelle tue innocue pagine. Io rispondo ch'eri da compa­tire nella tua posizione a Parigi, con tanta poca pace da farti riflettere e capire la vanità dei sogni politici e filosofici. Anch'io fai ludibrio dì tal sogni per tropp'anni, e conobbi tardi che non valgono nulla. Prego Dio di benedirti, di benedirvi tutti tre, ad ogni ora, ad ogni istante ...
Il foglio a questo punto è stato lacerato j ma credo che la let­tera avesse qui il suo termine, e che perciò ci manchino soltanto qualche parola, la firma e la data.
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PnHàmo scritto, a noi giuntò, di Silvio Pellico al Maroncelli, è del 1840: sono poche linee, mancanti anche di intestazione, e scritte, evidentemente di gran fretta, in mezzo ad uh foglietto j non mi sembra, quindi, il caso di sospettare ch'esse facessero parte 0 una lettera più lunga. Ecco quelle poche righe, per noi doppia­mente preziose ; sono anch'esse inedite:
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