Rassegna storica del Risorgimento

1809 ; LOMBARDIA ; TIROLO
anno <1931>   pagina <292>
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(hiUlfì Cossi
della Valcamonica nel dipani mento dpi Serio p ed aggiunge: .Gola, pur troppo, si è mostrata infoiala di briganti che, rendendosi sem­pre più numerosa ed ardita vi coinmette gravi e continui delitti, ed lia posto quegli abitanti nella massima desolazione . Per do­mare il moto e colpire i ribelli;, si dovette ricorrere a milizie di linea e ejit!é: un Tribunale speciale. Più che essere stato più grave degli altri, scoppiati in quell'anno, il moto deve aver destato una certa apprensione nelle Autorità e negli animi moderati, appunto perchè meno sospettato degli atei, essendo nota l'indole sottomessa degli abitatori della valle.
Evidentemente, le conseguenze dello stato generale di rivolu­zione e di guerra, che durava da parecchi anni1, si facevano sentire* maggiormente fra le popolazioni alpine, dove rivoluzione e guerra perturbano, di regola, il commercio di transito e, iu genere quegli scambi, che costituiscono le vere risorse economiche di) dette ms-gjai. Detto questo, si comprenderà meglio quanto avvenne, su più larga scala e con maggiore intensità, nel 1809.
Ohe del resto la situazione, alquanto turbolenti, della fài.~ monica nel 1805 preoccupasse le Autorità, sta il fatto che il rela­tore proponeva, in seguito a ciò ch'era avvenuto, d'eliminare dagli impieghi gli individui sospetti di connivenza con i cosidetti bri­ganti . E che tale connivenza esistesse ne dà sospetto la condotta d'un tal famigerato prete Filippi , il quale, a detta del Guic-ciardi, ha offerto al Generale austriaco una legione di emigrati, pronta a battersi alla testa dell'Armata e ad agire nel Regno . Av­verte poi che esiste, oltre i briganti, un'altra classe di persone,... composte di que' ricchi, che per sentimento, per perdite sofferte, per concepite speranze, per ambizione e per altri titoli qualunque, sono pertinacemente affezionati agli Austriaci e desiderano il ritorno sotto gli antichi governi individui, egli conclude, a pericolosi alla prima voce di) guerra, al primo segno di allarme .
Cosi il Guicciardi alla fin di settembre 1805: il due dicembre l'Imperatore riportava il trionfo di A risieri ite ed il 26 obbligava la Bicipite a segnare il trattato di Presburgo. Ogni vento infido tac­que ; 19 più piccolo residuo di rivolta si spense ; i briganti si dispersero dovunque, ed alcuni andarono a popolare le galere; ogni cosa tornò nella pace e nel lavoro, così in Valcamonica, come in tutto il Regno.
Il 1806 non apparisce peto dai rapporti della Polizia così tran­quillo come si poteva federe, pcMiè infatti, se non è il caso di dare