Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA
anno <1931>   pagina <296>
immagine non disponibile

296
GeUio Canai
tenute in molte OBitìsadc della Comune diverse ombrinole, infine fecero uscir lo scoppio. Il piano della maggior parte era i massai erare i primi estimanti, sterminare ' municipalità e far di Teglio un baluardi contro tutta la Prandi- e contro tutta rItalia. Il Dr. Lelio Besta, dietro l'arresto degli ostaggi, dovea esser l'ambascia­tore, die si recasse a Milano, a prò del reclamanti, a capitolare con Melzi, vicepresidente dello Stato, esponendo il contenuto dei- capir toli . Segtiita l'informatorféj narrando come furono arrestata i capi della sommossa e come il Dr. Beata arrivò a mettersi in salvo.
Così Giuseppe Vincenzo Besta; e dalle sue Memorie trasse ab­bondante materia, il Romegialli per la sua Storia della Valtelli­na (ti). E sebbene il Besta si riferisca a Teglio, sua taccola patria, possiamo essere certi che non diversi fossero i sentimenti dei Val-tellinesi nell'età napoleonica, senza dire che Teglio, data la sua po­sizione geografica, assume per noi una speciale importanza, perchè* posto all'imbocco della strada del Col d'Aprica, con duceva diretta­mente nella Yaleamonica.
Inutile avvertire che tali sentimenti, ancora incomposti e fruttò d'una psiche piuttosto medievale, andarono sempre più disperden­dosi ed infine scomparvero, dando origine ad una coscienza, più ma­tura circa la posizione politica della Valtellina, specialmente nei riguardi del Canton Grigioni, dal quale era separata non soltanto dallo spartiacque alpino, ma da diversità di lingua, di religione e di costumi. li Paese doveva oggimai gravitare verso i piani lom­bardi, seguendo la via naturale, indicatagli dal corso del fiume die lo percorreva. Sii comprende quindi percliè, alla caduta del Regno italico, SI timore di ricadere ancora sotto i Grigioni, indusse una Deputazione, con a capo il Gfujcciardi, valtellìnese, a presentarsi all'Imperatore d'Austria a Vienna e ad esprimergli qui-HQ:, clic la Deputazione riteneva il desiderio generale delle popolazioni rappre­sentate, d'unirsi cioè alla Lombardia ) liìj. Ed il Sovrano, senza as­sumere vero impegno, accolse ben lieto il voto espresso, che poi sì tradusse in realtà. Gli' Svizzeri sosteneva la Deputazione - - non ebbero giammai diritto di sorta sulla Valtellina e sui contadi. I Grigioni hanno perduti i loro qualunque, cessando da una propria isolata esistei;jbc1iè si fejero Cantone Svizzeri frazione di­vennero di aìfoo Stato (12).
(11) Sondrio, 1830, IV, >w 518 ;e segg.
(12) Cfir. RoMEOALLf} OD, citata; Ofr. anche ADAMI, FagUia di storia valléltinwiC Milano, 1826.