Rassegna storica del Risorgimento

SICILIA
anno <1931>   pagina <297>
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L'Alta Lombardia. (Iwmmho hhit,wSém Wolosa rwì ÌM9 zyr
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ÌSeì 1809 l4.ustriÉj riprendendo le Mmà:i si riprometteva, di ca­vai' profitto non solo dai rivolgiménti deliaJPftMsOlà Ibei'icsa,-ma dal malcontento generale, sorto dallo stato di disàgio, orette dal Blocco-ConUiimttòMi ! iuaggiore o minore prosperità delle vallate alpine è iufa.iftJn feerloRapporto'ali'attività del commercio di transita di quelle vallate; ma. appena il trausilo si attenua, il disagio è sù­bito, e lorfeemenlH; senato. Il che era avvenuto, amene pei- raddietro, come ..espone lo Zanelli (13)4: il quale* diopo avere osservato che il Bresciano (p (piale in passato comprendeva le tre vallate di Val­camonica, Valtrompia e ls.ibnia[): >è paese in gran parte montuoso e poco produtìvOj -che, ciò non Ostante,, la parte montuosa è abbon--dantemeftte popolata, e ciò per l?,esèrcMo delle ferrarezze, e ce= quindi la prosperità! della regione scaturisce non dalla natura del Suolo, ma dall'industria- degli abitatori!, conclude '<* rafPermare-" appunto per tali ragioni, il paese, per restare tranquillo e go­dete d'una -discreta, floridlezza, non deve essere turbato- da guerre, aggiungendo che: ;tuM i periodi bellici furono causa di più o meno profonde crisi economiche. Le stesse considerazioni si possono fare anche per le valli tirolesi, trentine,, altoatesine e valtellinesi. Bor­mio e Ohiàvenna son sempre ricordate quali piazze, frequentate dai commercaii ehe si dirigevano alle regioni transalpine o che vi torna van e ricordate specialmente net rapporti tra Valtellina e-Canton G-rigioni. Ed' il M'ohat, sopendo l'Alberti (14), che 't}iM delle au tienità di Bormio, ricordj., fp d'areÌ un esempio, cìie gli abitatori di dietta località portavano a Filippo Maria Visconti delle granaglie,, chi'éssd ewducevano dalle parti del Duca il'Austria-;
Tenendo yonto che la principale industria delle tèrre bresciane fu sempre quella del ferro e che In tempi passati dalle fucine della Valcamonica e della ValtrompiMa tepntinuò a uscire e a diffondersi in ogni parte del mondo una considerevole quantità di ferro lavo­rato (15), e che nel 1803, Come attesta il Rosa (16), la Valcamonica produceva 20,000 quintali di ghisa all'anno in sette forni e guada-
(IH) Aroh. Htor. homb., Serie IV, 1012, articolo su Brescia.
(14) OoH. Mytum., I. Coirà, 1848*01.
(I5j Vedi Nota Vi.
(16) La Vailo Cfamonica nella Moria. Dreno, 188fl.