Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; BIXIO NINO ; ROMA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1915>   pagina <658>
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BIXIO E GARIBALDI
NOTE SU UN EPISODIO DELLA DIPESA DI ROMA (18*9)
L'episodio è noto: nella giornata del 30 aprile, l'unica vittoriosa per i difensori della Repubblica romana, quasi trecento soldati fran­cesi del 20 reggimento di linea, asserragliati in alcune case fuori porta S. Pancrazio, vennero fatti prigionieri senza resistenza dai Garibaldini; e ad acciuffare il loro comandante, il maggiore Picard, fu Nino Bixio, allora giovane ventiquattrenne, tenente della legione garibaldina e ufficiale d'ordinanza di Garibaldi. I prigionieri, dopo breve cattività, furono senz'altro restituiti; il maggior Picard, con­segnato dal Bixio a Garibaldi e da Garibaldi inviato al ministro della guerra generale Avezzana, riebbe subito la spada, e poi fu anch'egli lasciato libero. Ma, non grato di questo cavalleresco con­tegno dei suoi vincitori, imbarazzato anche per la necessità di giustificarsi della goffa figura che aveva fatta lasciandosi catturare, costui, ritornato tra i suoi compagni, diede e pubblicò del ratto una versione nella quale si ingegnava di spiegarlo, se è lecito dire, più goffamente ancora. I Garibaldini, egli affermò, gli si erari dati per vinti, e gli avevan detto che Boma era caduta in mano de' Francesi : così egli s'era indotto a seguire il Bixio, e la sua sorpresa fa poi di vedersi davanti al filibustiere nizzardo, quando aveva creduto d'essere accompagnato alla presenza del suo gene­rale Oudinot.
C'è voluta, a dir vero, una gran dose di buona volontà perchè una tale versione fosse accettata senza riserve nelle relazioni uffi­ciali e nelle narrazioni degli storici francesi; ma in compenso l'ha presa in esame, e discussa, il più autorevole tra gli storici della repubblica romana del '49, George Macaulay Trevelyan, concludendo