Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <166>
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166 Bìbliogmfta
ano potere temporale. Dentro i confini degli Bto della; Chiesa il Co-naitàto nazionale romano era composto da liberali' Maggiori, ma troppo ben pensanti e moderati da voler adoperare mezzi sanguinari per abbat­tere la teocrazia, mentre l'accorto Papa esagerava la propaganda non troppo temibile del comitato, per paura di peggio : di un moto seliiet-tamente rivoluzionario con elementi carbonari e mazziniani. Se i romani del 1867 si fossero voluti unire davvero all' Italia, avrebbero dovuto dap prèma ben prepararsi e poi insorgere tutta, con moto spontaneo e gran­dioso, forti del loro diritto e del non intervento almeno dell'impera­tore che era abbastanza facile ad ottenersi; le potenze del reato d'Europa avrebbero riconosciuto: H fatto compiuto, porcile, eselusa la Francia, nessuna aveva inolilo interesse che il potere pontifìcio fosse mantenuto. L'Italia ufficialo sarebbe poi intervenuta a Roma con la scusa di cal­mare la rivolta, e avrebbe agito come .tre anni dopo. Ma nel 1887 nes­suno fece il proprio dovere, né l'Italia, né la Francia, né i liberali italianif né il Papa j e a tutti ne venne un danno immenso.
L* Italia, troppo giovane regno, non ancora fortemente unita, peri­colante sempre verso una rivoluzione, subiva l'onta della nuova invit* sione straniera; la Francia, costretta da cattolici politicanti, e timorosa della grande nazione formatasi a lei vicina, ruppe facilmente a Mentana il legame del '59, già molto rallentato, e (piando le sarebbe stato di tanto giovamento ; i patriotti italiani e romani, pochi, ma grandi spensero nel sangne la loro vigoria rivoluzionaria; il Papa principe, che per so­stenersi si aggrappava al napoleonide *-* a lui stesso e al suo partito inviso sfidando poi il suo difensore! e 11? Europa cattolica con 1> mfal-libUità, logicamente cadde. E l'agitazione romana del 167 fu schiacciata anche perchè non fu cordialmente sentita che .da .QarìbalS! e da ben pochi fra i snoi fedeli. M" Comitato Nazionali? ìòmftn'ty chiamando il soc­corso del Generalo, il più grande e accanto nemico Sgoverno dei preti, ebbe un'infelicissima idea, perchè affrettò fl moto, al quale non era af­fatto pronto.
I capi dei' liberali romani ai sarebbero dorali adoperare, alla prepa­razione della lotta nei due anni dalla Convenzione alla partenza definitiva della guarnigione imperiale da Boina, e garantirsi della Tiusoita; non dice )'A. giustamente 4i sperare, come fanno i preti, nel miracolo. Ma, chiamato Garibaldi, affrettata inopportunamente l'agitazione, si do-Vfcra trovare ogni espediente, con un ìnÉJBa bene studiata fra tutte le frazioni del partito nazionale* cne U. Mata iosa* piti, certa possibile e non terminare, come avvenne con una breyeollovazione di alcuni pochi temerari, lasciati quasi delibo disarmati per 1 citta traditi prima e dopo il loro eroico tentativo . I pe? documentare quanto sia veto olio il moto fosso impreparate; il colto storico si tale delle Memorie> di