Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; BIXIO NINO ; ROMA ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1915
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659
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Bisoio e Garibaldi 659
cne adottandola anche per un momento, si mostrerebbe l'ignoranza più assoluta del carattere del focoso Bixio1.
Ma mette conto ricordare, anche perchè l'episodietto è significa-tivo per le successive trasformazioni alle quali è stato volutamente o involontariamente sottoposto, come lo narrassero invece gli storici nostri. Merita fra gli altri molta fede il Yecchj, che raccontava, nella prima edizione delle sue memorie storiche del biennio 1848-49 * sfuggita al diligenti ssinio Trevelyan:
Un battaglione del 20, rimasto isolato, erasi chiuso in una casa ove si difendeva come da un fortificato castello. Molte erano le sue perdite, e la umanità chiedeva se gli togliesse la possibilità di morir tutti combattendo, n general Garibaldi mandava un suo aiutante a parlamentare col loro capo. Il quale, udito come lo si consigliasse ad arrendersi, protestò voler piuttosto morire con tutti i suoi. Allora yen n egli offerto che, seguito da un ufficiale, andasse a parlare col Garibaldi. Questi gì' inviava ambedue al ministro Avezzana. Gli altri undici ufficiali co' trecento soldati ancor validi, non vedendo più tornare il loro comandante, si arresero; e giunti sulla porta di S. Pancrazio, vennero disarmati e condotti al ministero della guerra.
- L'ufficiale d'ordinanza di Garibaldi era il Bixio, assunto a quella carica da un mese3: il quale avrebbe dunque accompagnato come una guida, non già fatto prigioniero il Picard. Ma che questi fosse, alla venuta del Bixio, ormai lontano dall'opporre quell'accanita resistenza che voleva il Vecchj, lo affermò un altro contemporaneo ohef come membro della Costituente del '49, potè esser ben informato, il Gabussi. Secondo questo nuovo testimone, il Picard aveva inalberato bandiera bianca e chiesto tempo per ricever ordini dal suo generale. Ricusatagli la domanda, dopo averlo tenuto a bada tanto tempo quanto bastasse ad assiemarsi che non potrebbe scampare,
i Garibaldi e te difesa della licjmbblion Romana, tead. di G. B. DOBKLLI,
Bologna, 1909, p. 376.
* C. A. VBCCHJ, La Malia, Storta ài due ami, 1848-49, Torino, 1851, p. 418 E LOBVISON. 6iW. Garibaldi e la sua legione nello Stato Romano, 1848-49,
Roma-Wlano, 1992, H 332-8 ; G. laro, La Rivohuione e la Repubblica Romana
{ 848-49), Wlmo, 191 . 268.