Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; BIXIO NINO ; ROMA ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1915
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pagina
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663
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Biado e GaribalM 663
Romani Dello stesso avviso è stato il Trevelyan, che pure discute ed esclude, in un'altra appendice del suo lavoro, i maltrattamenti 2.
Pur troppo, qui P uno e l'altro'hanno torto, ed è il Bixio stesso che lo dice. La sua lettera tu pubblicata monca dall' Italia e popolo; ed egli, senza cui saputa gli amici della redazione s'eran permesso quest'arbitrio, se ne dolse vivamente5 e, poiché si trovava allora a Torino, il giorno dopo inviava il manoscritto, per la pubblicazione integrale, all'organo dei democratici piemontesi il Progresso. Sei Progresso del 20 agosto, infatti, la protesta bixiana usciva con un significativo capoverso che due giorni prima era stato omesso, e che, nel testo, segue immediatamente il brano che ho su riportato. Esso dice così:
Il maggiore [Picard] fu poco dopo da me presentato al generale Garibaldi, che m'ordinò d'accompagnarlo io stesso in S. Angelo. E qui cominciò il difficile, perchè passando per Trastevere, le donne minacciarono ucciderlo: vedutagli la decorazione, legion d'onore, gliela strapparono e calpestarono. Così in mezzo alle imprecazioni giungemmo in S. Angelo, dove lo presentai al tenente colonnello Lopes, presente il generale d'artiglieria di cui non ricordo il nome, ma ohe essendo straniero di patria, non è difficile a constatarsi. Là gli rimisi la spada.
E là al Picard fu usata ogni cortesia; è fu poi lasciato libero, coi suoi, senza condizione. Il governo della Repubblica romana, o piuttosto, tra i membri di esso, il Mazzini e i suoi aderenti, credevano ancora alla fraternità dell'esercito francese e alla presenza di equivoci che si sarebbero dissipati grazie all'azione della democrazia parigina: da ciò l'ingenuità del loro contegno e i provvedimenti cavallereschi cosi crudamente contrastanti con gli interessi militari della difesa. Poi, delusi, pensarono che il ricordo ili questo apparisse una terribile condanna contro Luigi Napoleone, e che le illusioni che avevano ostinatamente conservato fossero la loro giustificazione più sicura, davanti alla storia. Perciò i tumulti trasteverini piacquero loro quanto si poteva; e, in seguito, non li vollero né ricordare né lasciar ricordare.
1 Op. alt., p. 87, nota. * p. oitif- pp. 376-7.