Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; BIXIO NINO ; ROMA ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1915
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pagina
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665
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Bixio e Garibaldi 605
Ho veduto un amioo che viene da Genova e mi dice ohe alcuni a Genova pensano di scrivere contro Pisacane per rivendicare non so cosa a Garibaldi Secondo me se Pisacane ha un torto è quello d'aver detto poco. Quali sono i fatti che vogliono mostrarci perchè adoriamo un genio di convenzione? Siamo al tempo degli idoli? Fatti ci vogliono e non ciarle. Garibaldi può avere delle buone qualità ma quelle d'un generale non certo. Chi ama il proprio paese deve pensarci due volte prima di contribuire ad Innalzare certe riputazioni che la storia non conoscerà che per i mali che ne seguirono. Mi si dice ohe Testa sia del numero. Ma mio Dio chiamarsi testa non vuol sempre dire-averne.
Ti ricordo di togliermi dal giornale.
Temo che dovrò abbandonare Torino perchè gli amici ohe mi avevano promesso aiuto mi abbandonano. Me ne duole segnatamente perchè avevo io trovato un buon ufficiale del genio allievo dell'accademia di Vienna dal quale prendevo una lezione sulle fortificazioni che mi metterebbe in poco tempo fuori dal quel tanto che mi è assolutamente necessario sia per la intelligenza dello studio degli assedi! come per condurre qualche operazione contro le fortezze. Pazienza! Attenderò tempi e migliori amici ! Uno scudo e anche meno al mese in imprestito da qualche amico non era molto per loro ed era moltissimo per me. La biblioteca di Torino mi permetteva di studiare la organizzazione della rivoluzione francese sui documenti che esistono sul Monitore del tempo e che non posso avere, a mia portata in Genova. Se tu potessi farlo sentire a qual-cheduno che sia in grado, come ai fratelli Camozzi, mi renderesti un vero
servizio.
Dimmi presto una parola in proposito. Salutami Chiodo e gli altri amici.
tuo NINO.
Confesso che non saprei dar ragguagli sull'imprudente duello eoi accenna il principio della lettera e nemmeno ho modo di identificare V ufficiale piemontese dai quale il Bixfo prendeva lezione a Torino. Ohe egli studiasse allora accanitamente arte militare lo si induce dalla stessa ostentazione di dottrina con cui, nella lettera polemica all' Italia e popolo, giustificava con esempi il suo contegno del 30 aprile: del resto, lo afferma un suo biografo1, e lo sappiamo da una sua lettera, di qualche mese anteriore, a un
' Guunzom, op. àil., p. 97.